DATASHEET
- Produttore
- Phoenix Online
- Sviluppatore
- Phoenix Online Studios
- Genere
- Avventura
- Distributore Italiano
- Steam
- Data di uscita
- 19/9/2013
- Giocatori
- 1
- Prezzo
- 7,99 euro
LATI POSITIVI
- Una soddisfacente conclusione della serie
- Enigmi ottimi e abbondanti
- Storia sempre molto curata, Erica è carismatica
LATI NEGATIVI
- Motore grafico al solito piuttosto grezzo
- Animazioni legnose, qualche bug di troppo
- Un po’ troppo corto rispetto agli altri episodi
HARDWARE
Requisiti Minimi
- OS: Windows XP / Vista / Seven
- CPU: Intel 2.0 Ghz
- RAM: 2 GB
- Scheda Video: ATI Radeon HD 3850 | NVIDIA GeForce 8800 512 MB
- Spazio su hard disk: 1,44 GB
MULTIPLAYER
Come per gli altri tre episodi, il quarto capitolo di Cognition non offre alcuna modalità multiplayer.
Erica Reed contro Cain Killer, atto finale
L'ultimo episodio della saga Phoenix Online porta dritti nelle fauci dell'assassino.
È stata un’indagine lunga ed estenuante per l’agente Reed. Nel corso dei precedenti tre episodi di questa quadrilogia di avventure grafiche creata dal team Phoenix Online Studios (di cui potete leggere qui la nostra recensione su PC), la coraggiosa detective dell’FBI ha dovuto affrontare enormi difficoltà, rischiare la vita, indagare su misteri apparentemente insolubili e veder soffrire impotente i propri cari. Ma ora, tutti i nodi stanno venendo al pettine, e con The Cain Killer la caccia al misterioso assassino di suo fratello è giunta all’atto finale.
Al timone, ancora una volta l’abile sceneggiatrice Jane Jensen, creatrice del celebre brand Gabriel Knight, ai pennelli lo stile personale e fumettistico di Romano Molenaar per un’avventura caratterizzata da ritmi serrati ed enigmi in quantità e qualità superiori a quelli visti nelle precedenti avventure. In più, questa volta Erica Reed può contare sulla visibilità garantitagli da Steam, grazie al supporto dei fan su Greenlight che hanno convinto il digital store di Valve a distribuire la serie completa a un prezzo competitivo. Insomma, tutti gli ingredienti giusti sono al loro posto, ma la caccia è soddisfacente? Andiamolo a scoprire.
VIVO O MORTO, TU VERRAI CON MEErica Reed, come abbiamo avuto modo di appurare nel corso dei precedenti episodi, è un’investigatrice di grande abilità, intelligente e sensibile. Oltre a ciò, può contare su innati poteri soprannaturali, che si sono evoluti nel corso dei vari capitoli e le consentono di rivedere momenti del passato collegati a determinati oggetti, accedere alla memoria delle persone, scoprire elementi utili per la risoluzione di un problema e altro ancora che non sveleremo per non rovinarvi la sorpresa. Il suo unico, grande obiettivo è quello di riuscire a catturare l’assassino del fratello, un killer misterioso e astuto che la ossessiona da ormai troppo tempo e che sembra inafferrabile. Grazie ai suoi poteri e all’aiuto di alcuni amici e colleghi, Erica si è sempre più avvicinata alla verità, fino ad apprendere finalmente la vera identità del criminale: ora non rimane altro che superarlo in arguzia per riuscire a catturarlo.
Questo quarto episodio è quindi totalmente incentrato su un’intensa caccia all’uomo, offrendo per certi versi un’esperienza più lineare che in passato ma ancora più drammatica e “cinematografica”. Mentre nei primi tre episodi abbiamo avuto la possibilità di dedicarci maggiormente all’esplorazione o all’approfondimento psicologico dei personaggi, il quarto capitolo ha scatenato la fantasia degli sviluppatori nel creare una grande quantità di enigmi, sotto forma di trappole del nostro killer che ovviamente non ha proprio intenzione di cadere nelle vendicative grinfie dell’agente Reed. Se quindi l’esperienza di gioco appare più guidata che in precedenza, con meno spazio per girovagare alla ricerca di indizi, il ritmo ne trae decisamente maggiore giovamento e ci saranno momenti in cui non avremo respiro, con più enigmi da sbrogliare nello stesso momento. Da questo punto di vista, inoltre, è stato risolto uno dei difetti dei primi due capitoli, e cioè un eccessivo backtracking nelle varie aree della mappa che alla lunga poteva risultare piuttosto tedioso.
STAI MENTENDO! TE LO LEGGO IN FACCIA!Il team di Phoenix Online, pur mantenendo sempre una grande coerenza interna, ha tentato di introdurre in ogni episodio qualche piccola novità o variazione in modo da aggiungere freschezza al sistema di gioco. A volte i poteri di Erica sono stati migliorati in modo da poter sfruttare nuovi metodi investigativi, altre volte sono stati introdotti nuovi personaggi giocabili che hanno contribuito alla profondità delle vicende grazie al loro diverso punto di vista della situazione. Altre volte ancora, è stata la stessa ambientazione di gioco a mutare profondamente, come nel terzo episodio che ha abbandonato la formula della mappa divisa in vari settori per preferire un’unica, gigantesca area costituita da un enorme albergo, per un’avventura dalle atmosfere più oscure e claustrofobiche.
Anche The Cain Killer offre una piccola sorpresa, costituita questa volta da una sorta di indicatore del livello di fiducia dei vari personaggi nei nostri confronti, con un’icona che rappresenta la persona con cui stiamo interagendo posta nel lato inferiore destro dello schermo che si riempirà o svuoterà a seconda del nostro comportamento. Di conseguenza, ci saranno situazioni in cui un personaggio potrà essere più o meno collaborativo con le nostre indagini, rivelandoci informazioni importanti oppure diventando ostile e, in casi estremi, fulminandoci all’istante con un colpo di pistola. Potremo quindi tentare di essere concilianti, aggressivi o spudorati mentitori: le possibilità sono varie e le conseguenze potenzialmente positive o disastrose, con lo stesso finale della storia che potrebbe presentare piccole variazioni. Nel complesso, questa nuova meccanica funziona discretamente e non c’è dubbio che aggiunga un po’ di pepe agli interrogatori, consentendo qualche volta diversi approcci per la risoluzione di situazioni complicate. Il suo potenziale non è stato però esplorato fino in fondo, quindi non aspettatevi stravolgimenti del canovaccio principale à la The Walking Dead di Telltale, dove le decisioni portano a conseguenze molto più radicali.
Per il resto, il pezzo forte di Cognition, ovvero la risoluzione degli enigmi, è gustoso e abbondante. L’utilizzo combinato delle nostre doti investigative, delle possibilità offerte dall’ambiente e dei poteri paranormali dà vita a un mix molto ben riuscito, con puzzle di vario genere (dai classici punta & clicca alla gestione degli oggetti dell’inventario, fino a quelli più cervellotici quando si esamina la mente delle persone) che, sebbene non offrano una sfida particolarmente ardua, specie per i veterani delle avventure grafiche, necessitano spesso di soluzioni ingegnose e originali. Ovviamente avremo sempre a disposizione il fido smartphone per ottenere preziosi suggerimenti dai personaggi comprimari o dalla lettura di siti web, mentre la presenza di un personaggio giocabile dotato di facoltà mentali simili a quelle di Erica porterà a diversi momenti in cui bisognerà combinare i poteri per aver ragione di alcuni enigmi piuttosto infidi. Insomma, chi ama questo genere troverà senz’altro pane per i suoi denti fino al climax finale, che ci è parso soddisfacente e per certi versi commovente, con tutte le vicende lasciate in sospeso che giungono a pieno compimento.
UNA BELLA CONCLUSIONE, CON I SOLITI DIFETTINel corso dei precedenti capitoli abbiamo riscontrato più o meno sempre gli stessi piccoli problemi, che purtroppo ritornano puntuali anche in quest’ultimo episodio. Tecnicamente, il motore grafico è rimasto lo stesso, e offre il fianco alle solite critiche per quanto riguarda le animazioni, sempre piuttosto legnose se non a tratti innaturali, non brillando neanche per il livello di dettaglio specie in caso di primi piani. Inoltre, ci sono capitate spiacevoli sovrapposizioni fra i personaggi e il fondale, un difetto che però è in parte dovuto al fatto che la versione del gioco a nostra disposizione per la recensione era ancora piuttosto acerba e non del tutto ripulita da eventuali bug. Fortunatamente, ci pensa il sempre piacevole stile di Molenaar a metterci una pezza, con ambienti molto colorati e i classici intermezzi fumettistici, ma sopratutto in quei momenti emotivamente più intensi si avverte la mancanza di una messa in scena di maggiore qualità. Se quindi l’occhio non trae grandi soddisfazioni, le orecchie saranno invece deliziate dalla soundtrack di Austin Haynes, sempre puntuale nel rimarcare il diverso impatto emozionale delle vicende (ottimi in particolare i brani più malinconici al pianoforte), mentre il doppiaggio alterna momenti di qualità ad altri meno riusciti, situazione che forse è da imputare più allo script talvolta sin troppo melodrammatico che a una mediocre prestazione dei doppiatori.
Il problema principale di The Cain Killer è probabilmente la longevità, che questa volta risulta davvero scarsa anche per questo tipo di prodotto. Per terminare l’avventura abbiamo infatti impiegato non più di tre ore, una durata sensibilmente inferiore a quanto offrono i precedenti episodi. In effetti, a volte si ha la chiara impressione che alcune situazioni siano un po’ troppo affrettate, mentre lo stesso finale, sebbene riuscito, avrebbe forse potuto osare qualcosa in più con maggior tempo a disposizione: con un ritmo così intenso, però, probabilmente non avrete né il tempo né l’interesse a controllare l’orologio.
VOTO
The Cain Killer rappresenta la degna conclusione di una quadrilogia nel complesso ben riuscita. I ragazzi di Phoenix Online Studios hanno creato un’Erica Reed umana e credibile, una storia ben scritta, profonda e ricca di momenti emozionanti (merito sopratutto della bravura di Jane “Gabriel Knight” Jensen), e soprattutto una corposa serie di enigmi vari, intelligenti e originali. Non mancano ovviamente i difetti, imputabili soprattutto a un motore grafico ancora piuttosto claudicante e a una scarsa longevità che potrebbe lasciare qualcuno con un po’ di amaro in bocca, ma non si tratta comunque di problemi tali da pregiudicare il godimento di quest’ultimo, intenso capitolo. Non possiamo quindi che consigliare a tutti gli amanti delle avventure grafiche di dare una possibilità a Erica Reed, mentre attendiamo fiduciosi Moebius, il nuovo progetto targato Janet Jensen con la collaborazione dello studio Phoenix Online.
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