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martedì 17 settembre 2013

PAINKILLER - HELL & DAMNATION

Painkiller - Hell & Damnation

DATASHEET

Produttore
Nordic Games
Sviluppatore
The Farm 51
Genere
Sparatutto
Data di uscita
5/4/2013

Vai all'inferno, dannazione!

Nordic Games torna con un nuovo capitolo della saga Painkiller su PC e console.

Il mercato degli sparatutto in prima persona è decisamente saturo, e farsi strada sgomitando tra colossi del calibro di Call of Duty, Battlefield, o esclusive come Killzone e Halo non è certo impresa da poco. Con Painkiller: Hell & Damnation, Nordic Games e The Farm 51 ripropongono su console il titolo sviluppato da People Can Fly nel 2004, in una sorta di remake/sequel realizzato con l’ausilio dell’ormai celebre Unreal Engine 3. Riuscirà la software house a ritagliarsi uno spazietto nel mercato che conta?
La premessa di Painkiller si sposa benissimo con le sue atmosfere macabre e dai toni decisamente dark. Il nostro antieroe di turno, Daniel Garner, è in auto con la sua bella moglie Catherine, quando a causa della strada bagnata perde il controllo della vettura in un tremendo incidente. I due rimangono uccisi nell’impatto, ma giunti nell’aldilà vengono separati: mentre per Catherine si spalancheranno le porte del Paradiso, Daniel sarà confinato nel Purgatorio. Sarà addirittura la Morte a offrire al protagonista la possibilità di congiungersi nuovamente alla sua amata, al prezzo di 7000 anime. Imbracciata dunque una nuova, devastante arma, la Soul Catcher, Daniel inizia la sua personale e particolarissima “raccolta”.
Il protagonista Daniel Garner in azione con la sua nuova arma: l'obiettivo è quello di fare a brandelli 7000 spaventose creature e recuperare le loro anime. - Painkiller - Hell & Damnation

UN ARSENALE DEVASTANTE

Dopo questo inizio decisamente a effetto, al giocatore non resta che tuffarsi nel gameplay e nelle tetre ambientazioni proposte da Nordic Games. Se siete alla ricerca di un titolo che vi offra anche solo una parvenza di realismo, con un gameplay profondo e magari riflessivo, diciamolo subito: Painkiller non è il titolo che fa per voi. Le orde di scheletri, streghe e demoni che vi si pareranno davanti non solo non hanno, evidentemente, pretese di realismo, ma non richiederanno neanche una precisa strategia di gioco: vi basterà dare fondo a tutto il vostro tremendo arsenale e... sparare, sparare e ancora sparare. Nonostante una certa ripetitività di fondo, però, Hell & Damnation si è dimostrato piuttosto divertente e gradevole da giocare, soprattutto per via delle armi a disposizione, numerose fin dai primi livelli e decisamente devastanti.
Daniel avrà a disposizione dalla più classica doppietta (con cadenza di fuoco inaspettatamente rapida) alla Stakegun, una particolare arma capace di lanciare paletti che inchioderanno il malcapitato demone di turno, a scapito questa volta di un rateo di fuoco piuttosto lento. Per le situazioni invece un po’ più concitate a stretto contatto con i nemici, niente paura: c’è anche una piccola... trivella portatile! Basta azionarla, et voilà: la vellutata di demoni è servita. Completano l'armamentario lanciarazzi, fucili e piccoli mitragliatori: ce n’è insomma per tutti i gusti e potrete sbizzarrirvi nel testare gli effetti di tutti questi giocattolini. Oltre al discreto assortimento, le armi risultano tutte ben caratterizzate, sia per modelli poligonali accattivanti (anche se non certo sbalorditivi in quanto a numero di poligoni) che per l’ottimo feeling offerto al giocatore.
Painkiller - Hell & Damnation è caratterizzato da tinte decisamente dark e creature spaventose. - Painkiller - Hell & Damnation

NON SI GIOCA CON LA MORTE

Il gran numero di nemici che si faranno avanti difficilmente costituirà per Daniel una seria minaccia, non solo per via dell’arsenale di cui sopra: il protagonista è infatti decisamente agile (forse troppo) e rapido nei movimenti, riuscendo piuttosto facilmente a prendere lo spazio e il tempo necessari per far fuoco prima che i nemici riescano a esservi addosso. L’intelligenza artificiale non offre particolari spunti di interesse, e nonostante sia presente una buona varietà di nemici, le routine di combattimento prevedibili permetteranno di avere facilmente la strada spianata verso il successivo checkpoint. Sia nel caso di combattimenti corpo a corpo, che di oggetti scagliatici contro dalla distanza, l’agilità sopracitata di Daniel renderà molto semplice liberarsi degli attacchi avversari per poi sgombrare la strada, aiutati spesso anche da elementi ambientali come barili esplosivi che vi permetteranno di sbarazzarvi di grappoli di nemici con un solo colpo.
L’incedere della campagna single player non presenta particolari sorprese con una struttura familiare agli appassionati degli sparatutto vecchio stampo, con un percorso sempre lineare fino alle classiche boss fight, alcune davvero “gigantesche” e piuttosto ispirate. Sufficiente infine il comparto tecnico. L’Unreal Engine 3, alla sua ennesima esibizione, fa la sua parte senza però lasciare mai sbalorditi, tutt’altro. Se il dettaglio nell’insieme risulta buono, complice l’atmosfera piuttosto buia adatta a coprire imperfezioni grafiche di sorta, avvicinandoci a determinati oggetti o superfici potremo notare textures di scarsa definizione sia per quanto riguarda i personaggi che l’ambiente circostante. Anche le cut-scene non risultano particolarmente gradevoli alla vista, con espressioni facciali un po’ plasticose e poco credibili, accompagnate anche qui da texture non certo impeccabili.
Alcuni nemici saranno decisamente più grandi di noi. Meglio sfruttare l'immenso arsenale di armi che Daniel potrà scovare nel corso della sua disavventura. - Painkiller - Hell & Damnation
Buono invece il comparto audio, capace di sottolineare a dovere le atmosfere cupe e inquietanti del titolo Nordic Games con sottofondi spettrali e un’ottima colonna sonora di matrice gothic-metal, semplicemente perfetta per enfatizzare le fasi di combattimento, anche se proprio questo elemento toglie un po’ di suspence e di imprevedibilità al titolo: pochi secondi prima di ogni scontro infatti sentiremo partire il riff di chitarra a fugare ogni probabile dubbio sugli avvenimenti imminenti. Senza infamia né lode infine la localizzazione italiana, sufficiente ma senza particolari emozioni a causa di una recitazione spesso piuttosto piatta.

CHI NON UCCIDE IN COMPAGNIA...

Avevamo accennato alle difficoltà di imporsi in un settore così affollato come gli FPS, e probabilmente è proprio il multiplayer a subire di più la concorrenza: i server sono infatti poco popolati e abbiamo avuto non poche difficoltà nel disputare match con molti giocatori in-game. Ma andiamo con ordine: Painkiller presenta una modalità cooperativa e una classica modalità multiplayer competitiva, con le modalità ormai consuete: deathmatch, deathmatch a squadre, cattura la bandiera e sopravvivenza. Niente di nuovo bolle in pentola, dunque, eppure proprio per le sue atmosfere particolari e per l’inventario delle armi particolarmente generoso e singolare, Painkiller ha saputo regalarci qualche emozione anche in multiplayer.
Nessuna classe da selezionare però: la personalizzazione del proprio alter-ego virtuale si limita alla veste da indossare, dagli abiti di Daniel fino a quelli (decisamente inquietanti) di un monaco maledetto. Se i match multiplayer sono filati via lisci senza problemi di lag, non possiamo affermare altrettanto per quanto concerne la modalità cooperativa a due giocatori: in questo caso, i match hanno manifestato una latenza piuttosto evidente che ha rovinato spesso e volentieri l’esperienza di gioco in squadra con un compagno.

LATI POSITIVI

  • Atmosfere molto particolari
  • Ottima caratterizzazione e varietà delle armi

LATI NEGATIVI

  • Comparto tecnico appena sufficiente
  • Esperienza di gioco ripetitiva ed eccessivamente lineare
  • Multiplayer minato da server poco popolati

HARDWARE

Painkiller - Hell & Damnation è disponibile per PC, PlayStation 3 e Xbox 360.

MULTIPLAYER

Il gioco targato Nordic Games include una modalità multiplayer sia cooperativa che competitiva, con le classiche Deathmatch, Team Deathmatch e Cattura la Bandiera.
VOTO
Voto 3 stelle su 5
Con le sue atmosfere uniche e un gameplay senza troppi fronzoli, Painkiller: Hell & Damnation riesce nella difficile impresa di risultare diverso dalla moltitudine di titoli presenti sul mercato, con una marcata personalità e qualche idea interessante. Un’occasione però in parte sprecata, anche a causa di un comparto tecnico che non sfrutta a pieno il potenziale dell’attuale generazione di console. Se cercate uno sparatutto poco impegnativo e senza particolari pretese, probabilmente il prodotto targato Nordic Games potrebbe fare al caso vostro, visto anche il prezzo di mercato competitivo. Per chi invece cercasse un gameplay più profondo e una trama poco più approfondita, probabilmente è il caso di rivolgersi altrove.



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