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venerdì 28 febbraio 2014

RYSE: SON OF ROME - NEWS

Ryse: Son of Rome

DATASHEET

Produttore
Microsoft Game Studios
Sviluppatore
CryTek
Genere
Azione
Distributore Italiano
Microsoft
Data di uscita
22/11/2013

Video per il DLC di Ryse: Son of Rome

Tutti i contenuti di Mars' Chosen presentati nel nuovo trailer.

Microsoft ha mostrato un nuovo trailer dedicato a Ryse: Son of Rome che svela nel dettaglio i contenuti del nuovo DLC Mars' Chosen in lavorazione presso gli studi Crytek.
Come vi avevamo preannunciato qualche giorno fa, l'espansione includerà una nuova modalità coop survival e delle mappe inedite per il multiplayer. Il tutto è sintetizzato nel video Mars' Chosen DLC Pack, che è disponibile da oggi su Xbox Games Store come parte del Season Pass oppure al prezzo di 8,99 euro per l'acquisto singolo.

KILLZONE: SHADOW FALL - NEWS

Killzone: Shadow Fall

DATASHEET

Produttore
Sony Computer Entertainment
Sviluppatore
Guerrilla Games
Genere
Sparatutto
Distributore Italiano
Sony Computer Entertainment Italia
Data di uscita
29/11/2013

Killzone, multiplayer gratis per 7 giorni

Shadow Fall si lascerà provare online senza account PS Plus.

Sony ha annunciato che i possessori di Killzone: Shadow Fall potranno provare per una settimana il multiplayer online anche senza possedere un account PlayStation Plus.
In occasione del lancio del primo DLC per lo shooter di Guerrilla su PS4, la software house permetterà di provare con mano la bontà del multiplayer. Il periodo di prova sarà valido dal 4 all'11 marzo.

TROPICO 5 - ANTEPRIMA

Tropico 5 e i viaggi nel tempo

Nuove ere che mirano a dare freschezza alla serie.

Per la sua quinta apparizione, la serie di Tropico si sta spostando nella quarta dimensione. Il tempo è il nuovo elemento distintivo di Tropico 5, che spazierà attraverso quattro diverse epoche, da quella coloniale a quella moderna. Integrando diversi periodi storici in più aspetti del gameplay, Tropico 5 potrà essere un'esperienza molto più dinamica rispetto alla tipica offerta dei giochi gestionali. Se gli sviluppatori Haemimont Games riusciranno nel loro intento, sarà una notizia entusiasmante sia per la serie Tropico che per tutti i giochi in cui si costruiscono città.
Tropico 5 e i viaggi nel tempo
Ho trovato due aspetti del nuovo sistema estremamente attraenti. In primo luogo, il gioco ha un forte impatto visivo. Le diverse epoche sono rappresentate da un'architettura diversa per i vari edifici. Così, come mi ha mostrato il produttore/progettista Bisser Dyankov, ci sono gli appartamenti multicolore tipici dell'epoca della Guerra Fredda, i palazzi coloniali o i più moderni grattacieli. Il motore grafico è stato rinnovato, gli edifici hanno un aspetto migliore rispetto al precedente Tropico. Eppure, anche se non fossero più gradevoli alla vista, l'idea di stili diversi ha sempre un grande appeal. Tropico 5 mi ha anche fornito una storia architettonica della mia partita, stuzzicando notevolmente il secchione che è in me.
In secondo luogo, le diverse epoche portano a decisioni strategiche drammaticamente differenti. Potrei inseguire il record architettonico della mia città, ma cosa succederebbe laddove si rivelasse più conveniente demolire gli edifici esistenti e costruirne di nuovi e più efficienti? Questa è solo una scelta, ma Dyankov mia ha spiegato che l'obiettivo è quello di avere "una crescita organica e continuità" in cui "una soluzione funzionerà solo per un tempo limitato". Mi ha spiegato in che modo sarebbe cambiata l'economia attraverso le varie epoche (industrie che, magari, hanno guadagnato denaro nell'epoca coloniale e che potrebbero essere sostituite dagli sviluppi industriali successivi) e l'importanza dell'uranio nel periodo della Guerra Fredda.
Uno dei maggiori problemi che ho avuto con Tropico 4 era che, una volta capito il metodo migliore per sfruttare ciò che doveva essere sfruttato sulla mia isola, lo mettevo subito in pratica, lasciando da parte gli altri problemi fino allo scadere del tempo. Questo approccio sarà un po' meno efficace in Tropico 5. Questo è dovuto in parte alle varie epoche, ma anche all'attenzione (filosofica) di fare della modalità sandbox la risorsa più importante del gioco. Ho affrontato gli scenari della campagna del titolo precedente ignorando la modalità sandbox quasi del tutto, dunque sarò curioso di vedere se l'introduzione delle epoche in Tropico 5 mi motiveranno anche solo a iniziare una nuova città casuale.
Ci sono anche un altro paio di aspetti del sistema che potrebbero aggiungere profondità strategica. Si può passare a un periodo di tempo diverso solo completando una missione importante. Nella mia demo, ad esempio, dovevo completare l'epoca coloniale dichiarando l'indipendenza. Il fulcro del gameplay era che, giocando nei panni del governatore coloniale di un'isola, bisognava compiere un mandato coloniale (via quest). Riuscire nell'impresa concede più tempo come governatore, ma per avere successo bisogna anche compiere azioni in grado di limitare le tendenze rivoluzionarie della popolazione. Sembra che Dyankov e la sua squadra abbiano progettato il gioco in modo da non farlo sembrare solamente storico e complesso, ma anche da rendere le scelte dei giocatori più interessanti e stratificate.
Tropico 5 e i viaggi nel tempo
Questo non è l'unico settore in cui Tropico 5 sta cambiando rispetto alle sue precedenti incarnazioni. Anche se lo sviluppatore e l'editore erano orgogliosi di Tropico 4, hanno compreso e riconosciuto che la reputazione del quarto non fosse poi troppo diversa da quella del terzo capitolo, ovvero di Tropico 3. Dunque, hanno voluto che la quinta iterazione avesse molte cose differenti rispetto al passato. Le epoche sono parte di questo, ma non sono le uniche novità del gioco.
Infatti, uno dei grandi nuovi sviluppi è un sistema militare molto più robusto. Ogni volta che i pirati o le potenze straniere attaccano, avrete alcune scelte tattiche di base e potrete decidere su quali aree della vostra isola concentrare le difese e i contrattacchi. Tutto ciò è combinato con un sistema di esplorazione in cui si inviano truppe a perlustrare nuove parti dell'isola, magari lasciando sguarniti altri presidi. Gli sviluppatori hanno sottolineato che non avevano affatto intenzione di trasformare Tropico in un RTS in cui le tattiche di combattimento avrebbero dettato legge, ma hanno puntato ad aumentare il controllo del giocatore e la complessità delle battaglie.
Il che va di pari passo con l'altro grande cambiamento per la serie: Tropico 5 sarà il primo gioco della saga ad avere il multiplayer. Quattro giocatori su un'isola, con vari gradi di gameplay cooperativo o competitivo. Ad esempio, potete lasciare che un altro giocatore controlli assieme a voi la città, o potete iniziare subito con i bombardamenti. È interessante notare che questo si combina con il sistema dei vari periodi storici… in una maniera che non mi sarei aspettato. Quando all'inizio ho chiesto se le risorse che non sarebbero state utili nell'epoca attuale, magari, si sarebbero rivelate preziose in quelle successivi, mi è stato risposto che l'uranio, ad esempio, sarebbe stato visibile sin da subito, in modo da poter pianificare strategie in anticipo, sfidando altri giocatori prima che questo fosse effettivamente disponibile nel gioco.
Tropico 5 e i viaggi nel tempo

PLANTS VS ZOMBIES: GARDEN WARFARE RECENSIONE

Plants vs. Zombies: Garden Warfare

DATASHEET

Produttore
Electronic Arts
Sviluppatore
PopCap Games
Genere
Sparatutto
Distributore Italiano
Electronic Arts Italia
Data di uscita
27/2/2014

CHI DI DELFINO FERISCE...

C'è poco da fare: Popcap Games è da sempre uno di quei team che mi ispirano spontaneamente simpatia, buonumore e oserei direi quasi addirittura un po' di affetto. Adoro l'attitudine scanzonata, la concezione di videogioco come attività di puro divertimento scacciapensieri, l'attenzione impeccabile per la qualità a 360° che la software house di Seattle mette sempre in ogni sua produzione. Guai a bollare infatti i vari Bejeweled, Peggle e naturalmente Plants vs Zombies come meri passatempi per casual gamer dai gusti grossolani: c'è qualcosa di magico dietro a ciascuno dei loro blockbuster, e non è certo un caso se milioni di giocatori sparsi per il globo rimangono ammaliati dal perverso gameplay "assuefacente" dei titoli Popcap.
È dunque con sincera curiosità che mi sono avvicinato a Garden Warfare, surreale incursione del franchise PvZ all'interno della nutrita categoria degli sparatutto in terza persona: la voglia di vedere l'improbabile battaglia tra vegetali e non-morti combattuta su un fronte tutto nuovo - e potenzialmente ancora più coinvolgente! - ha sin da subito calamitato la mia attenzione, tra la scoppiettante presentazione dello scorso E3 (con tanto di vittoria di un IGN Award) e i clamorosi poster promozionali ironicamente ispirati ai grandi classici EA (Grass Effect e Petal of Honor resteranno per sempre negli annali, indimenticabili).
L'impatto con il gioco è, a partire dalla brillante installazione interattiva, genuinamente appagante: Popcap ci ha abituato a un universo tanto colorato quanto demenziale, e com'è giusto che sia Garden Warfare non solo non delude ma rilancia, tra personaggi adorabili (modellati, texturizzati e animati in maniera sublime, con un delizioso retrogusto di nuova generazione), situazioni incredibili e una cura per i dettagli che denota la palpabile passione che anima l'intero progetto.
Garden Warfare - Chi di delfino ferisce, di popcorn perisce
Perché, sia chiaro, Garden Warfare è in tutto e per tutto Plants vs Zombies prima di essere uno shooter: l'umorismo che contraddistingue la saga è rimasto immutato, anche se a sorprendere ed esaltare è la transizione dell'insieme in un contesto così radicalmente lontano dalle origini tower defence. Il passaggio alle dinamiche tipiche di uno sparatutto è infatti avvenuto con una naturalezza e una coerenza difficilmente immaginabili, dando vita a qualcosa di certamente riconoscibile e familiare, eppure al tempo stesso fresco e nuovo: un'interpretazione stracolma di personalità di un genere istituzionalizzato, qui ravvivato da sgargianti pennellate di colore e da un sistema di classi tutt'altro che banale o approssimativo.
Come anticipato nell'hands on di qualche giorno fa (al quale vi rimando per maggiori approfondimenti sulle unità selezionabili), il cardine su cui si fonda l'operazione guerriglia da giardino va ricercato proprio nell'efficace caratterizzazione delle classi disponibili: 8 diversi tipi di personaggi - equamente suddivisi fra le 2 affascinanti fazioni in lotta - ciascuno con i propri pregi e difetti, nonché con uno stile di gameplay spesso compiaciutamente particolare.
Difficile stabilire a chi tra Piante e Zombie spetti il primato: l'equilibrio sembra tutto sommato regnare sovrano, con un intrigante bilanciamento tra i verdi combattenti muniti di radici (forse leggermente superiori in difesa) e gli stralunati soldati dell'oltretomba (probabilmente un filo più votati all'attacco). Sono ad ogni modo le singole unità a fare la differenza e rendere davvero speciale il gioco: la giusta amalgama fra i componenti del gruppo può trasformare una sconfitta in una vittoria, ed è assai stimolante passare da un ruolo all'altro nel tentativo di trovare la tipologia di personaggio più affine ai propri gusti.
Lo spazio per l'iniziativa personale è garantito dalla versatilità dei duellanti e dalle peculiari abilità speciali (3 per ciascun personaggio, attivabili con un meccanismo di cooldown che aggiunge quel pizzico di ulteriore strategia in più al confronto), eppure nonostante il grande numero di giocatori - Deathmatch e Tombe & Giardini prevedono un massimo di 12 utenti contro 12 - è apprezzabile lo spirito di gruppo che Garden Warfare riesce a instaurare in maniera piacevolmente spontanea: si guerreggia come un fronte comune, certo disordinato ma anche compatto, con la cooperazione incentivata dalla possibilità di riportare in vita un compagno appena caduto sottraendo il vantaggio accumulato dai nemici.
Si viene a creare così un'alchimia strana, con un'azione confusamente soddisfacente e un ritmo sempre sostenuto (al punto da rendere a volte poco leggibili gli scontri), in una contesa a tutto campo in cui c'è sempre e comunque spazio per il divertimento di ciascun partecipante, al di là della bravura e dei risultati: insomma una perfetta guerra all'acqua di rose firmata Popcap Games, dove anche quando si muore risulta difficile prendersela con un Girasole che verrebbe scartato da una cover band dei Village People.
Impossibile poi non notare il proverbiale marchio di fabbrica del team pure in un altro aspetto subdolamente azzeccatissimo di Garden Warfare: il costante senso di progressione, veicolato tanto dalle sfiziose sfide quanto soprattutto dal fattore collezionabilità, con letteralmente centinaia di esilaranti customizzazioni dei personaggi da sbloccare attraverso un sistema di bustine di carte alla FIFA Ultimate Team. Un meccanismo semplice ma vincente, che risulta premiante sia sul breve sia sul medio (e verosimilmente sul lungo) termine, tra oggetti consumabili da spendere, gadget squisitamente estetici e versioni alternative delle unità tradizionali con potenziamenti elementali a dir poco goderecci.
Garden Warfare - Chi di delfino ferisce, di popcorn perisce
Un gunplay gratificante - reso particolarmente memorabile dal sound design insolito e ricercato delle armi - è messo al servizio di 3 modalità principali: Garden Ops, Deathmatch e Tombe & Giardini. La prima rappresenta la versione PvZ della famigerata Orda resa popolare dalla serie Gears of War: 4 giocatori, una base da proteggere, 10 ondate di nemici sempre più agguerriti (con tanto di duplice roulette dei boss), qualche apprezzabile tocco di tower defence e una fuga finale che profuma di Left 4 Dead. Una formula non certo innovativa, che intrattiene come da copione pur senza regalare particolari brividi anche a causa di mappe abbastanza nelle media.
Va meglio - non senza sorpresa in realtà - con i Deathmatch, furiose royal rumble in cui vince la squadra che raggiunge per prima le 50 kill. Aspettatevi di tutto, tra caotiche uccisioni a catena, eroici salvataggi dell'ultim'ora e improvvisati atti di eroismo nemmeno troppo voluto, per partite mordi e fuggi che si accumulano come le ciliegie, una dietro l'altra (tanto c'è la scusa dei pacchetti da sbloccare...).
La star dello show è comunque senza dubbio Tombe & Giardini, galvanizzante ed equilibratissimo cocktail di cooperazione, strategia e frenesia omicida vagamente sul modello di Overrun (l'apprezzata modalità introdotta da Gears of War Judgment). Una successione di 7 diverse basi da assaltare entro qualche minuto, con le arcigne Piante arroccate sulla difensiva e i tenaci Zombie votati all'attacco: conquistato un presidio si passa senza soluzione di continuità a quello successivo, con enormi mappe che si svelano passo passo esaltando la sensazione di avventura e la voglia di conquista, nel disperato tentativo di resistere o di arrivare all'epico obiettivo finale.
Insomma, la carne al fuoco per ore e ore di allegria online c'è tutta - a maggior ragione considerato il prezzo budget di 40 Euro per la versione Xbox One - e la bontà globale dell'esperienza non fa rimpiangere la totale assenza di modalità single player (a meno che non si consideri tale l'orda in single player offline, in sé triste e limitata...). Certo, non manca qualche perplessità principalmente legata alla quantità dei contenuti più strettamente ludici, tra arene non proprio numericamente abbondanti e tipologie di gioco non ricchissime nella scelta: forse consapevoli di queste piccole mancanze, gli sviluppatori hanno ad ogni modo già promesso una serie di DLC gratuiti in arrivo nei prossimi mesi, e visto il notevole lavoro svolto fino ad oggi mi sembra più che legittimo concedergli un po' di fiducia.
Nell'attesa di scoprire cosa ci riserverà il futuro - anche in prospettiva community, con l'ingombrante minaccia di sua maestà Titanfall pronta a monopolizzare l'attenzione di molti potenziali acquirenti di Garden Warfare, svuotando inevitabilmente in qualche misura gli ora affollatissimi server - vale comunque decisamente la pena di godersi quello che si ha tra le mani: così facendo a gioire sarà sia lo spirito, appagato da armi da fuoco che per una volta fanno scoppiare solo e soltanto risate, sia la vista, allietata da un Frostbite 3 in forma notevole e non privo di pregevoli scorci nextgen.
E allora poco importa che vi schieriate dalla parte degli assetati di fotosintesi clorofilliana o da quella dei putrescenti cadaveri rianimati: come recita il formidabile trailer di lancio, "mettete giù il fucile e prendete in mano un delfino".
VERDETTO
C'è poco da fare: Garden Warfare ha mantenuto tutte le sue promesse, presentandosi come uno sparatutto unico ed esilarante. Una sorpresa che dimostra ancora una volta l'innata bravura di Popcap Games, team capace di saltare da un genere all'altro senza paura e anzi con l'irriverenza scapestrata di chi è animato da un talento cristallino. Difficile e forse prematuro stabilire se diventerà il prossimo Team Fortress in versione console, certo è che il tentativo (così come il risultato) è qualcosa di lodevole.
VOTO: 8.3
OTTIMO
Non sottovalutate Garden Warfare: sotto la sua (eccezionale) superficie bislacca e sopra le righe si nasconde uno sparatutto a squadre valido e godibile, che pur senza rivoluzionare il genere saprà regalarvi or(d)e di divertimento.
  • +Atmosfera esilarante
  • +Brillante differenziazione delle classi
  • +Splendido da guardare
  • -Numero di modalità e di mappe limitato
  • -Uscita troppo ravvicinata a quella di Titanfall

mercoledì 26 febbraio 2014

TITANFALL - NEWS

Titanfall

DATASHEET

Produttore
Electronic Arts
Sviluppatore
Respawn Entertainment
Genere
Sparatutto
Distributore Italiano
Electronic Arts Italia
Data di uscita
13/3/2014

Making of e dimensioni reali per Titanfall

Solo 20GB per lo shooter su Xbox One, scopriamo i Titan.

Nei giorni scorsi, avevamo pubblicato la notizia relativa alle dimensioni del nuovo e attesissimo Titanfall in versione Xbox One, corrispondenti a circa 40GB.
Su Twitter, Respawn Entertainment ha rettificato la notizia svelando che il gioco richiederà solo 20GB di installazione sulla console Microsoft e non il doppio. Possiamo presumere che fra salvataggi ed eventuali DLC in uscita nei mesi successivi, lo sparatutto possa comunque raggiungere il dato già riportato in precedenza.
Nel frattempo, per celebrare l'imminente lancio europeo la software house ha presentato un nuovo video di Titanfall che mostra il processo di creazione dei Titan, nelle diverse classi Ogre, Stryder e Atlas. Il gioco è atteso su PC e Xbox One il 13 marzo mentre la versione Xbox 360 sarà disponibile due settimane più tardi.