GTA V: la recensione!
Il nuovo capitolo della saga Rockstar Games arrivato su PlayStation 3 e Xbox 360!
- Nuovo
€69,90€ 64,25
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DATASHEET
- Produttore
- Rockstar Games
- Sviluppatore
- Rockstar North
- Genere
- Azione
- Data di uscita
- 17/9/2013
HARDWARE
GTA V sarà disponibile dal 17 settembre su PS3 e Xbox 360.
MULTIPLAYER
Grand Theft Auto V non dispone di una modalità multigiocatore. Il Blu-ray del gioco contiene però al suo interno GTA Online, che sarà lanciato ufficialmente sul mercato da Rockstar Games il primo ottobre.
n un periodo in cui, per ovvie ragioni, l’interesse della stampa specializzata, degli appassionati e degli sviluppatori è rivolto principalmente verso gli scenari che si apriranno con l’uscita di PlayStation 4 e Xbox One, è difficile immaginare che un prodotto dell’ormai quasi “old gen” riesca a essere atteso e desiderato quanto capitato per GTA V.
Il nuovo capitolo della saga Rockstar, indubbiamente il titolo di maggiore spicco della stagione post-estiva (o magari dell’anno... o forse dell’intera storia dell’attuale generazione di console...) è ormai sulla rampa di lancio e sia appresta a raggiungere le case di milioni di appassionati. A poche ore dall’uscita nei negozi, ecco le nostre impressioni dopo aver “vissuto” per una settimana nella città di Los Santos.
TRE CRIMINALI, TRE STORIE
Michael De Santa, Franklin Clinton e Trevor Philips. Sono questi i nomi dei tre personaggi che per svariate decine di ore vi terranno compagnia tra le strade di Los Santos. Messi uno di fianco all’altro, i tre mostrano tratti caratteristici sostanzialmente diversi, così come sono diametralmente opposte le situazioni famigliari, economiche e sociali da cui provengono; trovare qualche elemento in comune potrebbe sembrare un’impresa al limite dell’impossibile ma, come si suol dire, spesso le apparenze ingannano. Non sempre le impressioni iniziali sono infatti azzeccate, ed entrando nel vivo di GTA V appare evidente come i tre siano accomunati dallo scarso rispetto della legalità e dalla capacità di sopravvivere a situazioni ad alto rischio: rapine, sparatorie, omicidi su commissione sono la punta dell’iceberg di una serie di azioni criminali in cui Micheal, Franklin e Trevor si troveranno coinvolti un po’ per scelta, un po’ perché costretti dal dipanarsi degli eventi.
Addentrarci in lunghe disquisizioni e in commenti sullo sviluppo della trama è inutile e probabilmente nocivo (il rischio di spoiler involontari è sempre in agguato...), quindi ci limitiamo a dire che la storia si sviluppa con notevole maestria e riesce a mantenersi sempre interessante, evitando con totale disinvoltura i rischi che derivano da un’anima marcatamente free roaming; se infatti è vero che Los Santos offre decine di attività collaterali e di situazioni improvvise capaci di distogliere l’attenzione anche per consistenti periodi di tempo, è altrettanto innegabile che la bontà della sceneggiatura riesce comunque a mantenere viva quella curiosità necessaria per riattirare il giocatore verso l’avventura principale.
LAVORO DI SQUADRA
Pad alla mano, GTA V riesce subito a mettere a proprio agio il giocatore. Il layout dei comandi è eccellente e la risposta agli input è sempre precisa e adeguata anche nelle situazioni più concitate, in quei momenti in cui un rapido e frenetico movimento delle dita sui tasti può significare la differenza tra la sopravvivenza e la morte. Pochi minuti sono sufficienti per districarsi tra i diversi schemi di controllo e passare agevolmente dalla guida di una macchina di lusso al menu a ruota per la selezione delle armi, dal pilotare un elicottero all’estrarre il cellulare per raggiungere telefonicamente un contatto. La mole di opzioni a disposizione è considerevole e, se all’inizio la mappa di gioco può apparire (relativamente) spoglia, progredendo nella storia e "vivendo" la città si apriranno scenari sempre più ampi. Il controllo di Trevor, Micheal e Franklin, fatto salvo per alcune specifiche situazioni “obbligate” (non molto numerose, a dire il vero), può essere alternato liberamente, e questo fatto ha un interessante impatto su diverse situazioni di gioco.
Durante le fasi “singole”, quei momenti in cui i tre personaggi non si trovano ad agire insieme, la scelta di chi controllare influisce sulle missioni secondarie affrontabili e sulle reazioni dei vari abitanti con cui è possibile interagire, mentre durante le azioni di squadra passare rapidamente da un personaggio all’altro permette di accorrere in aiuto dei propri compagni e di adottare differenti approcci; esempio lampante è una missione in cui Trevor si trova in posizione sopraelevata mentre Micheal e Franklin agiscono dal suolo. Dall’alto si possono eliminare cecchini, elicotteri e fornire fuoco di copertura, mentre dalla strada si possono affrontare tutte le pattuglie in arrivo. Non è certo questo l’unico elemento decisionale disponibile nel corso del gioco, dato che alcune missioni sono strutturate come vere e proprie rapine che richiedono un’attenta valutazione preventiva e una precisa pianificazione. Dopo un sopralluogo iniziale che permette di visionare l’obiettivo e valutare le opzioni disponibili, Lester proporrà due piani alternativi adottando differenti approcci.
Entrambi i piani hanno le medesime possibilità di successo, quindi la scelta dipende esclusivamente dalle proprie inclinazioni personali. Prima di entrare in azione è poi necessario selezionare tra una serie di criminali i componenti della squadra con cui eseguire il colpo; ogni “candidato” ha caratteristiche peculiari e un costo che varia a seconda della sua efficienza una volta entrati in azione, quindi investire una fetta più consistente del bottino garantisce (almeno in linea teorica) maggiori chance di successo.
L’intensa vita di Los Santos e la sua variegata popolazione sono tanto protagonisti del gioco quanto il trio composto da Trevor, Micheal e Franklin. I giganteschi quartieri della metropoli (e le altrettanto gigantesche zone limitrofe) offrono situazioni di ogni genere con eventi casuali, missioni secondarie, attività ricreative e opportunità economiche che consentono di migliorare la propria condizione fisica, ampliare la propria rete di contatti e di incrementare i propri guadagni.
MILLE COSE DA FARE
Chi desidera spendere i soldi guadagnati con il sudore della fronte dispone di tante e svariate opzioni per prosciugare il proprio conto in banca (acquistando oggetti che spaziano da economiche magliette fino a costosi yacht), mentre che preferisce cercare di far fruttare il proprio denaro può optare per una serie di investimenti che consentono di ottenere un flusso monetario più o meno costante; se investire in borsa può essere rischioso (anche se alcune dritte nel corso dell’avventura suggeriranno su quali aziende puntare e quali evitare), diventare i proprietari della compagnia di taxi o di un’agenzia che si occupa del recupero di rifiuti tossici sono un modo sicuro di garantirsi qualche soldo extra.
Il lavoro non è però tutto nella vita, e proprio per questo motivo i tre personaggi Trevor, Micheal e Franklin possono scegliere tra un elenco di “passatempi” tanto ampio quanto vario. La città di Los Santos offre campi da golf, campi da tennis, una spiaggia dove correre e dedicarsi al triathlon, mentre la regione a nord è caratterizzata da zone in cui la natura incontaminata è teatro ideale di gare di motocross, sfide su quad e di sessioni di caccia; queste ultime, pur con mezzi tecnologici decisamente differenti, ci hanno permesso di rivivere le sensazioni provate nei panni del pistolero John Marston in Red Dead Redemption. Oltre a essere realizzate con notevole cura, tutte queste attività possono ricoprire un ruolo rilevante nel corso del gioco dato che contribuiscono a migliorare le caratteristiche dei nostri personaggi; le otto “abilità” (divise in categorie Speciale, Resistenza, Mira, Forza, Furtività, Volo, Guida e Apnea) migliorano infatti facendo esperienza: tanto per fare un esempio, correre e nuotare sott’acqua sono ottimi metodi per incrementare la resistenza e il tempo in apnea.
Los Santos, come tutti i centri urbani ad alta densità di popolazione, è una città in continuo movimento in cui si sviluppano le storie di milioni di persone. È quindi possibile imbattersi in situazioni casuali (rappresentati sulla mappa da un puntino azzurro) nelle quali si può decidere liberamente di intervenire o meno; aiutare una donna vittima di una rapina, accompagnare un giocatore di golf al suo club, portare una vittima di un incidente in un luogo sicuro sono tutte azioni che, oltre a renderci un po’ più buoni, generano conseguenze differenti che spesso non si limitano solamente a semplici ricompense in denaro. Questi eventi random si sviluppano con estrema rapidità, mentre sono decisamente più corpose le missioni che derivano dagli incontri appartenenti alla categoria “Sconosciuti e folli“; si tratta di vere e proprie ministorie che si dipanano in più parti in cui ci troveremo alle prese con cittadini che richiederanno la nostra collaborazione per portare a termine compiti spesso insoliti che ci permetteranno di passare dal ruolo di paparazzo a quello di cacciatore di souvenir VIP, da quello di guardia di confine a quello di autista di un camion impegnato nel recupero di mezzi in divieto di sosta.
UNA REGIONE DA VISITARE
Malgrado la carne al fuoco sia veramente tanta e le opzioni molteplici, ci è capitato in diversi frangenti di trascorrere del tempo solo a esplorare l’area di gioco. La bellezza e la varietà delle ambientazioni spingono infatti i più curiosi (e noi apparteniamo a pieno diritto a questa categoria) a vagare senza una meta in cerca di scorci suggestivi tra zone incontaminate ed enormi costruzioni urbane. Questi viaggi senza meta, a piedi piuttosto che a bordo di un elicottero, ci hanno permesso di ammirare da diverse prospettive quanto ha da offrire la regione in cui è situata Los Santos e di apprezzare al massimo il lavoro svolto dal team Rockstar; riuscire ad affiancare una tale mole di contenuti a un tale livello di dettaglio è un’impresa titanica, e bisogna riconoscere alla casa irlandese il merito di aver trovato il perfetto connubio tra qualità e quantità, dando vita a un vero capolavoro anche dal punto di vista estetico.
Se l’impatto visivo è quindi notevole, anche l’accompagnamento sonoro è degno di lode; le diciassette stazioni radiofoniche disponibili martellano incessantemente le nostre orecchie con brani di ogni genere e con talk-show dai contenuti più o meno deliranti, mentre la recitazione dei vari personaggi è convincente in ogni frangente. A questo proposito è importante sottolineare che, come peraltro accade costantemente con tutte le produzioni Rockstar, in GTA V la localizzazione è limitata al semplice inserimento dei sottotitoli. Chi non ha grande dimestichezza con l’inglese perderà un pizzico della magia che permea ogni situazione di gioco (le frasi dette dai passanti non sono sottotitolate, così come tutto il parlato radiofonico), ma è bene sottolineare che l’esperienza resterà comunque gratificante ai massimi livelli.
VOTO
Il termine capolavoro, spesso e volentieri utilizzato con eccessiva generosità, è ampiamente meritato da GTA V. Il mix di meccaniche di gioco funziona alla perfezione e, fatta salva qualche rara imprecisione nel comportamento dei nemici, è veramente difficile trovare difetti rilevanti al neonato di casa Rockstar. L’enorme agglomerato urbano di Los Santos racchiude al suo interno decine di attività “collaterali” che si miscelano a una trama di ottimo livello per dare vita a un’avventura tanto emozionante quanto longeva, che nessun appassionato di videogiochi dovrebbe lasciarsi sfuggire.
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