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mercoledì 13 novembre 2013

DEMOCRACY 3

Democracy 3

DATASHEET

Produttore
Positech Games
Genere
Gestionale
Lingua
Inglese
Giocatori
1
Prezzo
22,99 euro

LATI POSITIVI

  • Immane quantità di dati.
  • Simulazione rigorosa senza prendersi eccessivamente sul serio.
  • Un trattato videoludico di sociologia economica.

LATI NEGATIVI

  • Spazio decisionale limitato.
  • Alla lunga ripetitivo.
  • Gran quantità di dati da analizzare.

HARDWARE

Abbiamo provato Democracy 3 so un Lenovo IdeaPad z500 con 8 GB di RAM, senza riscontrare alcun bug o rallentamento di sorta. I requisiti minimi sono piuttosto bassi e consentono al gioco di girare dignitosamente su un qualunque PC degli ultimi cinque anni.

MULTIPLAYER

Il gioco non prevede modalità multiplayer.

Nel nome del popolo sovrano

Nei (scomodi) panni di un leader democratico con Positech Games.

Secondo un celebre aforisma attribuito a sir Wiston Churchill, la democrazia è la peggior forma di governo, eccezion fatta per quelle altre forme che si sono sperimentate finora. Descrizione decisamente calzante. Vivendo la democrazia dalla parte del cittadino elettore capita piuttosto spesso di non essere d'accordo con le politiche del proprio governo o con le azioni dei propri concittadini. È il bello di una forma politica che si basa sul consenso della maggioranza, un mero e spietato giudizio quantitativo al cui giogo ogni leader democraticamente eletto deve sottostare, a meno di non falsare esplicitamente le regole del gioco.
Nonostante i benefici di ogni tipo, il ruolo del leader democratico non esercita mai un grosso fascino nell'uomo comune (le cantanti ex-modelle non fanno testo), nemmeno nell'universo videoludico dove gli sviluppatori preferiscono proporre ai giocatori ruoli meno soggetti a critiche riguardo il loro operato. Non sono pochi i gestionali a sfondo politico, da Europa Universalis a Sim City, ma in questi casi il giocatore è sempre chiamato a interpretare un leader assoluto, scelto dal fato e unico arbitro del suo destino, spesso a scapito dei suoi sudditi. In Democracy 3 invece il popolo torna finalmente sovrano.
Intorno tutte le politiche su cui possiamo legiferare, al centro il consenso dei diversi gruppi elettorali. Facile la vita del Primo Ministro, no? - Democracy 3

LOTTERIA ELETTORALE

Giunta ormai alla terza incarnazione, Democracy è un'opera frutto del lavoro e della passione di un solo uomo, quel Cliff Harris unico elemento che compone Positech Games. Proprio come avviene nel reale contesto democratico, lo scopo del giocatore posto nel ruolo del primo ministro di una nazione a scelta è semplicemente quello di farsi rieleggere fino a raggiungere il numero massimo di mandati consentiti in ciascuna legislazione (o ad libitum selezionando l'apposita opzione a inizio carriera). Cosa bisogna fare dunque per strappare agli incauti elettori un secondo (terzo, quarto...) mandato? Semplicemente, cercare di scontentare il minor numero possibile di cittadini elettori mentre ci si occupa delle necessità economiche e sociali della nazione, sperando sempre che una qualche catastrofe o una rivelazione scottante non giungano a vanificare il lavoro di quattro lunghi anni poco prima dell'apertura delle urne.
Al di sotto di questo semplice concetto si cela in realtà un lavoro di analisi ben più profondo, complesso e stratificato, perfettamente tradotto in immagini dalla schermata principale del gioco. Un muro denso di icone che rappresentano politiche e situazioni di emergenza raccolte secondo le principali aree tematiche: tasse, servizi, trasporti e così via. Il colore di ciascuna icona identifica la sua natura (quelle blu sono le politiche, quelle rosse o verdi le situazioni eccezionali rispettivamente negative e positive), ma non finisce qui. Adagiando il cursore del mouse su ciascuna icona infatti si provoca la comparsa di una serie di linee che indicano i rapporti di reciproca influenza che esistono tra la politica selezionata e le altre presenti nella schermata, sintetizzati da direzione, colore e velocità di movimento della linea di collegamento.
Il GDP, l'equivalente anglosassone del PIL: il cuore del sistema politico da cui tutto dipende. - Democracy 3

DECISIONI COMPLICATE

Qualora si riesca a non farsi sopraffare dall'inusitata mole di informazioni che vengono catapultate addosso al giocatore fin da questa schermata iniziale, l'esame dei rapporti di causa/effetto a cui sono sottoposti tutti gli argomenti di cui si alimenta discussione politica non può non suggerire un'estrema cautela in ogni mossa. L'abuso di alcol, ad esempio, è un fenomeno da combattere? Da un lato un elevato consumo di bevande alcoliche è un toccasana per le casse dello Stato grazie alle tasse imposte sulla loro vendita, d'altro canto tuttavia un'alta percentuale della popolazione dedita alle sbornie finirà per alimentare la criminalità e pesare sul servizio sanitario nazionale.
Decisioni di questo tipo caratterizzeranno l'intera carriera politica del giocatore. All'inizio di ciascun turno potrete consultare una tabella che sintetizzerà la situazione socio/economica del paese che governate in una comoda manciata di riquadri, oltre al vostro tasso di popolarità all'interno dei diversi gruppi di elettori e i casi di interesse immediato su cui si è chiamati a esprimersi. Dopo di che avrà inizio il vostro lungo lavoro di decifrazione dei dati finalizzato alla spesa del vostro capitale politico che rappresenta la moneta con la quale è possibile agire direttamente sulla realtà, attivando le politiche che ritenete più necessarie (alla vostra rielezione ovviamente, non c'è mica il bene del paese in ballo) o abrogando quelle ormai dannose. La quantità di capitale politico che potrete maneggiare dipenderà dalla fedeltà del vostro consiglio dei ministri, mentre l'ammontare necessario per attuare ciascuna politica è inversamente proporzionale alla popolarità della politica in questione. Naturalmente anche il destino dei vostri ministri deve sottostare al vostro potere decisionale, ma il licenziamento di un vostro collaboratore o un rimpasto delle cariche avranno anch'essi effetti sulla popolarità del vostro operato e sul vostro tasso di fiducia.
Abbiamo vinto le elezioni, senza nemmeno dover richiedere un conteggio dei voti in Florida! - Democracy 3

PENSO, DUNQUE GOVERNO

Contrariamente a quanto si possa immaginare, nei panni di un leader la proporzione tra il tempo passato a riflettere sulle azioni da compiersi e quello impiegato nel mettere in pratica le decisioni è enormemente sbilanciato verso il primo elemento, almeno in Democracy 3. Certo, è pur sempre possibile prendere decisioni totalmente casuali cavalcando semplicemente il consenso momentaneo e strappare ugualmente una vittoria elettorale (d'altra parte esempi di questo tipo nella realtà esterna al monitor non mancano), ma così facendo si perderebbe buona parte di quanto il gioco ha da offrire.
In buona sostanza, in ogni turno sarà possibile prendere due o al massimo tre decisioni significative, generalmente introducendo o abolendo delle tasse utili a stimolare un determinato comportamento ritenuto popolare nei periodi di vacche grasse o a raccogliere fondi necessari alla sopravvivenza del paese in tempi di vacche magre. Il fascino dell'esperienza di gioco non risulta subito palese, ma si manifesta solo quando la cascata di numeri e statistiche assume un senso, dimostrando concretamente l'interconnessione tra le diverse politiche, tutte maleficamente riconducibili a quel infido Prodotto Interno Lordo che rappresenta l'ago della bilancia del benessere nazionale, da cui deriva il consenso per il proprio operato.
La scelta dei vostri ministri vi porrà di fronte a quesiti amletici: si può barattare la competenza in cambio della fiducia? - Democracy 3

LEZIONI DI DEMOCRAZIA

Pur senza spiattellare lezioni in faccia al giocatore, Democracy 3 riesce a spiegare il funzionamento della democrazia molto meglio di tutte quelle ore passate sui banchi a leggere manuali di educazione civica (che non superano il numero di due nella carriera scolastica di ogni mio concittadino suppongo) o delle serate passata a far insultare la propria intelligenza di fronte a talk show politici, a tal punto che la decina di pagine che compongono il manuale assomigliano più a un breve saggio di sociologia politica che a delle istruzioni per il successo videoludico. L'attenzione con cui è studiato ogni dettaglio, dall'interconnessione tra gli elementi che compongono i diversi gruppi elettorali al crescente cinismo con cui vengono accolte le manovre di un governo di lungo corso, dimostra la grande passione che Harris ha riversato nel suo lavoro, ma anche una profonda conoscenza accademica del comportamento politico del cittadino.
Il difetto storico della serie, ovvero l'eccessivo peso ricoperto dalle decisioni politiche nell'attività di governo, appare in questo terzo capitolo ridimensionato non tanto grazie a una riduzione dei suoi effetti all'interno del gioco, quanto piuttosto a causa della dimostrazione nel mondo reale del rapporto di sudditanza che intercorre tra politica (internazionale) e governo (locale). La mole di dati di cui si può disporre è davvero immane, a maggior ragione considerando che è tutta opera un solo uomo, ma non potrebbe essere altrimenti in ragione del fatto che l'attenta ponderazione di ogni variabile in gioco rappresenta l fulcro dell'esperienza, spesso a scapito dell'interazione attiva. Si agisce poco e a molti Democracy 3 poterebbe sembrare più un qualcosa da studiare che da giocare, ma come la democrazia insegna non sempre il giudizio della maggioranza è il più autorevole.
VOTO
Voto 3 stelle su 5

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