Voto a GTA V?

mercoledì 19 febbraio 2014

STRIDER

Strider

DATASHEET

Produttore
Capcom
Sviluppatore
Double Helix Games
Genere
Azione
Distributore Italiano
Halifax
Data di uscita
18/2/2014

LATI POSITIVI

  • Estrema praticità nella gestione dei comandi
  • Stile grafico semplice ma al tempo stesso apprezzabile
  • Ritmo rapido e buona fluidità di gioco

LATI NEGATIVI

  • L'esperienza di gioco risulta stimolante solo nel livello di difficoltà hardocore
  • Ripetitivo e un po’ noioso
  • Lontano dal prestigio della serie originale, non convince i fan più accaniti.

HARDWARE

Strider è disponibile da oggi su PS3 e PS4, mentre le versiono Xbox 360 e Xbox One saranno lanciate domani 19 febbraio. Su PC il beat 'em up di Capcom è previsto per la fine di febbraio.

MULTIPLAYER

Il gioco d'azione di Double Helix non prevede alcuna modalità di gioco multiplayer.

Ritorno al futuro

Dopo oltre dieci anni, Capcom riporta in vita il suo storico beat'em up su console.

A distanza di più di dieci anni, Capcom ripropone una saga beat 'em up apparsa a cavallo tra gli anni '80 e gli inizi del 2000 nelle sale giochi e nelle principali console dell'epoca: stiamo parlando di Strider, il classico beat 'em up che introdusse numerose novità nell'industria videoludica e che oggi si riaffaccia al mondo con un gioco d'azione sviluppato da Double Helix Games, dalla grafica naturalmente rivoluzionata che tuttavia mantiene i caratteri peculiari dell'origine, individuabili in frenesia e semplicità nei controlli.
Dopo anni di assenza dalla scena videoludica, Hiryu torna in un reboot della saga Strider per PC, console old-gen e piattaforme next-gen. - Strider

LA RICERCA DELLA LIBERTÀ

Ambientato in un'epoca futuristica, espressione di una società alternativa e distopica, il gioco ci mette nei panni di Hiryu, giovane recluta di un programma speciale di addestramento per sabotatori e assassini che prende appunto il nome di Strider. L'abile e atipico ninja, qui rivisto ovviamente in chiave ultramoderna, si troverà costretto ad affrontare numerose guardie governative, composte essenzialmente da robot e cyborg militari, prima di scontrarsi con l'onnipotente Grandmaster Meio e liberare così il pianeta dall'oppressione politica esercitata dal despota.
L'intero pianeta, infatti, è sottomesso al potere di un'unica persona che cerca di tenere sotto controllo il suo popolo attraverso il terrore e l'uso della forza. Trama che ci riporta con la mente alle vicende del Grande Fratello contenute nel libro 1984 di George Orwell e, più recentemente, a quelle del Padre raccontate nel film Equilibrium con Cristian Bale.
Inizialmente il ninja Hiryu avrà a disposizione pochi attacchi, ma proseguendo nella campagna si sbloccheranno nuove abilità e mosse speciali. - Strider

SEMPLICITÀ A RITMO FRENETICO

Strider è caratterizzato da un ritmo frenetico sin dai primi istanti: il protagonista giunge nella città di Kasakh direttamente dall'alto a bordo di un deltaplano che in picchiata, a folle velocità, lo conduce nel luogo della battaglia. L'accoglienza non è delle migliori, dato che i nemici inizieranno, senza troppi tentennamenti, ad aprire il fuoco contro il nostro ninja.
Prendere confidenza con i comandi è cosa facile e notevolmente rapida, considerando che il pacchetto iniziale di mosse a disposizione è piuttosto limitato. Avanzando nelle missioni, tuttavia, il giocatore potrà apprendere qualche colpo in più in grado di mettere un po’ di pepe a un'azione altrimenti noiosa e ripetitiva, eccezion fatta per i combattimenti con i boss finali che, a conclusione di ogni singolo livello, richiedono da subito maggiore attenzione e più impegno per batterli. La semplicità nella gestione dei controlli conferma l'idea di fondo decisa dagli sviluppatori, incentrata su uno stile alquanto sobrio, un comparto grafico lontano dall'essere troppo complesso e, soprattutto, un set di comandi studiato per essere semplice e immediato. Anche l'interfaccia, sulla scorta di quanto appena affermato, risulta snella e intuitiva: presenti, infatti, una mappa indicante la posizione del protagonista e la distanza dal successivo obiettivo, la barra dell'energia e quelle relative alla carica di alcune mosse speciali.
Il gameplay è molto frenetico e cerca di proporre quello stile tipico del genere metroidvania. Il che funziona per chi ama trascorrere qualche ora in totale spensieratezza, ma gli amanti dello Strider originale potrebbero pretendere qualcosa in più. - Strider
Dal punto di vista grafico, il titolo, pur essendo piuttosto semplice e lineare, si fa apprezzare per i disegni sia dei personaggi che delle location, oltre che per una buona fluidità che dimostra di sposarsi bene con il ritmo incalzante dell'azione di gioco. La versione PlayStation 4, rispetto a quella testata su Xbox 360, offre senza dubbio un comparto tecnico superiore nei dettagli e nei filtri utilizzati ma non così evidenti come forse era lecito attendersi da una piattaforma next-gen. Nonostante la maggiore risoluzione e potenza a corredo di PS4, infatti, non mancano i cali di frame-rate sopratutto nelle situazioni più concitate.
Per quanto concerne la gestione del personaggio, Strider offre grande libertà di movimento all'interno della città che, come detto in precedenza, è caratterizzata da spazi e location futuristiche. In un contesto simile è possibile interagire con gli elementi circostanti con estrema spensieratezza: Hiryu, infatti, potrà sfruttare le proprie doti per avanzare sia orizzontalmente, correndo e attaccando gli avversari, che verticalmente, con la possibilità di arrampicarsi su pareti e tetti, eseguendo balzi notevoli e lanciandosi con totale noncuranza da altezze considerevoli senza subire nemmeno un graffio, fattore che segna un livello di realismo alquanto limitato ma che non inficia le potenzialità di un titolo che si ripromette di divertire e assicurare un'esperienza di gioco fresca ma dal sapore decisamente retrò.
Hiryu potrà sfruttare l'ambiente circostante per approcci non convenzionali: il ninja può arrampicarsi dappertutto e colpire in modo letale i suoi nemici. - Strider
Visto sotto quest'ottica, Strider è sicuramente un gioco da consigliare agli amanti del genere considerata la varietà d'azione e le ore di divertimento spensierato che è in grado di offrire, nonostante la presenza di bug e qualche glitch di troppo. Purtroppo, però, la scelta di sviluppare un reboot di Strider deve tenere conto del prestigio che il brand Capcom ha avuto in passato e delle aspettative che un nuovo capitolo ha creato nel cuore degli appassionati. Già, perché considerato nell'ottica dei fan, il tentativo di Double Helix non riesce a convincere pienamente chi è cresciuto a pane e metroidvania, non solo per le pochissime novità proposte, ma anche per la scelta di allontanarsi per molti versi dalla direzione artistica dell'originale e da un gameplay che non risulta mai troppo severo e hardcore come il titolo originale.
Voto 3 stelle su 5

ZUMBA FITNESS WORLD PARTY

Zumba Fitness World Party

DATASHEET

Produttore
Majesco Games
Sviluppatore
Zoe Mode
Genere
Sportivo
Giocatori
1-2

LATI POSITIVI

  • Tracklist giramondo.
  • Ottimo riconoscimento da parte di Kinect.
  • Divertente anche per i principianti.

LATI NEGATIVI

  • Poco adatto a chi vuole imparare la disciplina.
  • A tratti eccessivamente confusionario.

HARDWARE

Zumba Fitness è disponibile per Xbox One, Xbox 360, Wii e WiiU. Per quanto riguarda le console Microsoft è richiesto l'uso di Kinect.

MULTIPLAYER

Il gioco offre un multiplayer in due contemporaneamente sulla stessa console a patto di avere una stanza grande abbastanza da evitare urti accidentali.

In forma con Xbox One

Nel mondo del fitness a passo di danza di Zumba World Party.

La vita da impiegato non è proprio un toccasana per la propria condizione fisica, e per quanto il lavoro di un redattore preveda numerosi spostamenti tra la poltrona di gioco e la sedia della scrivania su cui alloggia il PC, quel tragitto ripetuto quotidianamente poco può contro l'inevitabile imbolsimento. Per questa ragione – oltre che per il vostro ludibrio, probabilmente - una volta giunti in possesso di una copia di Zumba Fitness World Party per Xbox One non ci siamo fatti scappare l'occasione di provarlo coniugando in un solo colpo lavoro ed esercizio.

KINECT E SCALDAMUSCOLI

Partiamo dal presupposto che prima di inserire il disco nella console conoscevamo ben poco o nulla dello Zumba, pratica che non ci risultava del tutto sconosciuta perché spesso presente sui volantini di palestre e strutture affini che si affollavano nella nostra casella, primo segnale d'allarme sulla nostra condizione fisica che avevamo boriosamente snobbato. Approfittando quindi del tempo concesso dall'installazione del gioco (obbligatoria) abbiamo svolto una veloce ricerca su questa disciplina che coniuga esercizio e danza, dopo di che abbiamo indossato gli indumenti adatti e, una volta sicuri che nessuno nel vicinato potesse scorgere le nostre gesta dalle finestra, abbiamo lanciato il gioco sotto lo sguardo perplesso della gatta domestica. Come potrete dedurre da queste righe, contro ogni previsione siamo sopravvissuti al programma di training a cui ci siamo sottoposi per testare il gioco abbastanza a lungo da condividere le nostre sudate – mai come in questo caso la parola calza a pennello – impressioni.
Avremmo voluto far testare Zumba Fitness World Tour a dei professionisti della disciplina, ma come potete leggere le cose sono andate diversamente... - Zumba Fitness World Party
La prima particolarità di Zumba Fitness World Party a saltare all'occhio è la benevolenza con cui il gioco ha valutato le prestazioni. Ben consapevoli di come il nostro dimenarci fosse lontana dalla perfezione stilistica dell'istruttrice in carne e ossa a video, convinzione confermata dalla silhouette delle nostre movenze catturate da Kinect e visualizzata nell'angolo basso dello schermo, siamo stati comunque gratificati da un pioggia di buone valutazioni che ci hanno permesso di raccogliere in alcuni brani addirittura il punteggio massimo.
Non si tratta di un problema di rilevamento, anzi Kinect si è rivelato sorprendentemente preciso anche nella modalità a due giocatori, quanto piuttosto di una precisa scelta di design volta a privilegiare il divertimento anche per il giocatore più inesperto e scoordinato. Il gioco offre comunque la possibilità di perfezionare le proprie coreografie, e anche dei legni senza speranza come noi hanno tratto insperato giovamento dalla modalità in cui ci si concentra su una singola mossa, con la possibilità di esaminarla persino al rallentatore. Nulla di miracoloso, anche perché tra l'eseguire bene un passo e legarne insieme una decina alla volta ci passa un mare di applicazione e buona volontà, ma comunque abbastanza per sciogliere i movimenti e percepire dei miglioramenti che spingano a persistere nell'allenamento.
Gli sfondi non sono il punto forte del gioco, ma alcuni risultano indubbiamente di impatto. - Zumba Fitness World Party

FATICA MONDIALE

Per chi fosse alla ricerca di un allenamento costante da svolgere al riparo delle quattro mura domestiche, il titolo consente di stilare una sorta di tabella fissando un obiettivo sulla cui base il gioco programmerà per voi esercizi quotidiani da svolgere. Col solo traguardo di evitare il collasso entro i termini della recensione abbiamo però preferito l'approfondimento delle altre modalità più libere, cimentandoci in prima su qualche singolo brano per guadagnare esperienza e fiato, indispensabile per sopportare le lezioni di diversa durata e intensità senza finire stremati sulle ginocchia.
Ebbene sì, benché nella nostra mente lo Zumba fosse una sorta di surrogato del vero esercizio fisico per signorine, ci siamo dovuti ricredere ben presto della nostra ingenuità condita da dosi di sessismo. L'attività di cardio a cui si viene sottoposti si rivela innegabilmente stancante, soprattutto per chi contempla solo il calcetto tra scapoli e ammogliati oltre al lancio della polemica come unica attività sportive nella propria settimana. In questi casi una buona idea può essere il ricorso a una modalità più frizzante e movimentata come quella che dà il titolo a questo capitolo. World Party è offre la possibilità di imbarcarsi per un giro del mondo virtuale scandito dai ritmi caratteristici di diverse culture ed aree geografiche – tra cui le Hawaii, novità di questa edizione - la cui padronanza verrà premiata con nuove canzoni e souvenir digitali come ricordo dei propri viaggi.
Quando a video iniziano a fioccare scie lampeggianti è difficile capire se si tratti di un avvenimento positivo o se sia solo il preludio di un collasso. - Zumba Fitness World Party
Per affrontare meglio la fatica abbiamo infine notato come sia indispensabile qualche forma di distrazione in grado di tenere impegnata la mente, evitandole di contare i muscoli doloranti. No, non ci riferiamo ai fisici di insegnanti e istruttrici a video, anche se crediamo che ben pochi avranno di che lamentarsi, quanto più che altro del comparto visuale di Zumba Fitness, che risulta un po' schizofrenico. Le scenografie posticce alle spalle dei trainer appaiono inizialmente troppo finte e scarne, ma non appena l'allenamento entra nel vivo su queste si sovrappongono una gran quantità di informazioni spesso distanti tra loro (la nostra silhouette e il riquadro che indica la prossima mossa sono disposti ai due angoli estremi del display) a cui si aggiungono le valutazioni in tempo reale dei singoli passi e gli effetti speciali che si scatenano dopo una serie di mosse replicate con successo.
Voto 3 stelle su 5

ASSASSIN'S CREED: LIBERATION HD

Assassin's Creed: Liberation HD

DATASHEET

Produttore
Ubisoft Entertainment
Genere
Azione
Data di uscita
14/1/2014
Lingua
Italiano
Giocatori
1
Prezzo
19,99 euro

LATI POSITIVI

  • La rielaborazione grafica ha dato i suoi frutti
  • Circa due ore di contenuti inediti
  • Gameplay solido

LATI NEGATIVI

  • Difficoltà molto contenuta
  • Narrazione poco convincente
  • Missioni non particolarmente esaltanti

HARDWARE

Assassin's Creed III: Liberation HD è disponibile su PS3, Xbox 360 e PC dal 14 gennaio.

MULTIPLAYER

Il titolo non prevede alcuna modalità multiplayer.

Il ritorno di Aveline de Grandpré

Liberation sbarca su console old-gen e PC con un'edizione rivista e corretta in HD.

È passato ormai più di un anno dal lancio di Assassin's Creed III: Liberation su PlayStation Vita, ma proprio nelle ultime settimane, complice la sempre crescente popolarità del brand, Ubisoft ha pensato di riproporre questo controverso spin-off anche su PlayStation 3, Xbox 360 e PC arricchendolo con una grafica in alta definizione e alcune piccole novità volte a limitare alcuni dei difetti dell'edizione originale.
Il processo di ottimizzazione messo in atto da Ubisoft Sofia sarà tuttavia stato sufficiente per accrescere in maniera davvero significativa il valore dell'avventura di Aveline de Grandpré, così da rendere Assassin's Creed III: Liberation HD un prodotto all'altezza degli altri capitoli della serie? Scopriamolo insieme!
Come impone la tradizione del brand, i combattimenti di Liberation HD si fondano sul tempismo e sulla reattività specie per quanto riguarda i contrattacchi. - Assassin's Creed: Liberation HD

STESSA SPIAGGIA STESSO MARE

All'epoca della sua release su PS Vita, l'epopea di Aveline non brillava certo per profondità narrativa, e in questo senso la situazione non è cambiata in alcun modo, nonostante qualche aggiunta. Sebbene i ragazzi di Ubisoft Sofia abbiano inserito una discreta quantità di contenuti inediti, racchiusi in una serie di missioni aggiuntive, la storia dell'affascinante assassina franco-africana continua infatti a soffrire di una sostanziale mancanza di pathos, risultando spesso scialba e priva di quell'intensità che ha contribuito al successo dei capitoli principali della saga.
Sotto il profilo narrativo, l'epopea di Aveline continua dunque a palesare un grande potenziale inespresso, riducendo l'intera esperienza a un susseguirsi di eventi spesso incapaci di emozionare o coinvolgere tanto quanto gli appassionati avrebbero sperato. Al di là di questo, il titolo propone esattamente ciò che era lecito attendersi: tanti combattimenti, innumerevoli occasioni per dar prova delle tipiche attitudini stealth del brand e un gameplay solido e senza fronzoli, in grado di regalare parecchie soddisfazioni tanto agli appassionati quanto a eventuali neofiti.
L'abito da signora è molto utile per distrarre le guardie, ma non garantisce un'adeguata mobilità nelle fasi di combattimento e non permette di arrampicarsi. - Assassin's Creed: Liberation HD
Abbandonate le funzionalità touch dell'edizione PS Vita, Assassin's Creed III: Liberation HD propone delle meccaniche di gioco in linea con quelle degli altri titoli della serie, garantendo, come di consueto, una certa libertà in termini di interpretazione tattica durante missioni, nonostante le dimensioni ridotte degli scenari. Il grado di difficoltà, molto contenuto rispetto agli altri capitoli, si traduce tuttavia in una sostanziale mancanza di stimoli per chiunque abbia già una certa familiarità con il mondo degli assassini sviluppato da Ubisoft, e in questo senso la sostanziale piattezza strutturale di gran parte delle missioni (incluse molte di quelle inedite) non contribuisce ad accrescere più di tanto il coinvolgimento.
Al di là di tutto, questa riedizione di Liberation ha comunque i suoi innegabili pregi, primo fra tutti la varietà di gameplay derivante dalla possibilità di sfruttare tre diversi abiti al fine di favorire l'infiltrazione di Aveline in contesti differenti. Ciascun vestito, oltre a determinare variazioni nelle capacità di combattimento e anche di movimento della protagonista, permette infatti di passare inosservati agli occhi di specifici nemici, e questo, nonostante i cambi d'abito risultino spesso un po' forzati, garantisce pregevoli variazioni di ritmo lungo tutto l'arco dell'avventura.
Nonostante la maggior attenzione riservata alla figura di Aveline, la narrazione non brilla ancora per intensità. - Assassin's Creed: Liberation HD
Da segnalare poi la totale rimozione del mediocre multiplayer che tanto aveva deluso nell'edizione originale per PS Vita. Una scelta saggia che dimostra quanto il team di sviluppo abbia voluto concentrarsi solo sugli aspetti essenziali del prodotto, anziché sprecare tempo e soprattutto risorse su qualcosa che onestamente avrebbe destato poco interesse da parte di un pubblico abituato ormai a ben altro.

PICCOLI PASSI AVANTI

Sotto il profilo puramente tecnico, Liberation HD evidenzia diversi passi avanti rispetto alla sua controparte PS Vita, sebbene l'origine portatile del prodotto sia ancora riscontrabile anche a un occhio poco attento. I modelli poligonali, così come le ambientazioni e gli effetti di luce, hanno infatti goduto di un'ottimizzazione non indifferente, ma gli sfondi e in particolare le animazioni durante i combattimenti non brillano in maniera particolare, evidenziando ancora i limiti di una realizzazione che, forse, poteva essere condotta in maniera un po' più completa. Al di là di tutto non si può comunque ignorare una maggior stabilità del frame-rate, né tantomeno l'impatto visivo che l'alta definizione è stata in grado di garantire. Di certo si poteva fare di più, ma rispetto alla maggior parte dei remake in HD visti negli ultimi tempi, siamo decisamente un passo avanti.
Voto 3 stelle su 5

TOMB RAIDER: DEFINITIVE EDITION

Tomb Raider: Definitive Edition

DATASHEET

Produttore
Square Enix
Sviluppatore
Crystal Dynamics
Genere
Azione
Data di uscita
31/1/2014

LATI POSITIVI

  • Migliorie estetiche evidenti
  • Lara Croft è ancora più bella
  • Tutti i DLC e costumi inseriti nel pacchetto

LATI NEGATIVI

  • Nessuna novità in termini di contenuti
  • Prezzo troppo elevato per chi avesse già completato il titolo originale
  • Qualche calo di frame-rate e bug troppo evidenti

HARDWARE

Tomb Raider: Definitive Edition sarà disponibile dal 31 gennaio su PS4 e Xbox One. L'edizione per la console Sony richiede 20 GB di spazio su hard disk per il download digitale o installazione e supporta la risoluzione 1080p con frame-rate a 60fps. Richiesti un headset o PS Camera per i comandi vocali e abbonamento a PS Plus per il multiplayer.

MULTIPLAYER

Come nel titolo originale, anche la Definitive Edition supporta il multiplayer online via PlayStation Network e Xbox Live.

Lara più bella che mai in Full-HD

Square-Enix presenta la riedizione di Tomb Raider su console di nuova generazione.

A quasi un anno di distanza dal lancio di Tomb Raider, Square-Enix torna a raccontarci la prima avventura della giovane archeologa Lara Croft sull'isola di Yamatai in un remake del titolo targato Crystal Dynamics, destinato in esclusiva alle piattaforme di nuova generazione PS4 e Xbox One. Tomb Raider: Definitive Edition è infatti una sorta di Game of the Year Edition che include tutti i DLC apparsi su PC, PlayStation 3 e Xbox 360 e i costumi bonus per la protagonista, insieme a un nuovo comparto tecnico cucito addosso alle console next-gen che può vantare migliorie di grande rilievo. Vi avevamo già parlato nelle scorse settimane delle nostre prime impressioni a stretto contatto con una versione altamente preliminare su PS4, e illustrato alcune delle novità di questo remake in occasione di una chiacchierata con il producer Scot Amos. Dopo una settimana passata in compagnia della nuova Lara, siamo pronti a svelarvi tutti i segreti di Tomb Raider: Definitive Edition su PS4.
Innanzitutto è doveroso sottolineare che la campagna single-player di questo remake non ha subito alcuna variazione rispetto a quella del titolo originale. Chi sperava in qualche missione secondaria inedita o in delle piccole aggiunte nell'avventura di Lara Croft resterà probabilmente deluso, perché a livello di trama il gioco è pressoché identico a quello lanciato lo scorso marzo su PC e console old-gen. Gli sforzi profusi dalla software house sono stati concentrati esclusivamente sul comparto tecnico, ma si poteva (e doveva) fare probabilmente un ulteriore sforzo per garantire una boccata d'aria fresca a chi avesse già completato a suo tempo l'originale Tomb Raider. Difficile snaturare una storia già bella e pronta, questo sicuramente, ma in un titolo dalla vocazione free-roaming non sarebbe stato poi così proibitivo aggiungere una manciata di side-quest o magari una nuova tipologia di collezionabili, che avrebbero reso meno ripetitiva e tediosa la seconda fruizione dell'avventura.

MESSA IN PIEGA IN ALTA DEFINIZIONE

Parlavamo di migliorie in ambito tecnico e l'aspetto senza dubbio più rilevante di questo remake su PS4 è rappresentato dalla nuova essenza di Lara Croft, che può contare su un modello poligonale ridisegnato da zero e impreziosito da un volto ora più bello ed espressivo, nuovi filtri ed effetti che rendono più realistiche le reazioni della protagonista alla vita sull'isola, con fango, sangue e addirittura il sudore che saranno applicati dinamicamente sul modello di Lara. Non mancano chicche come la tecnologia TressFX, al debutto assoluto nel mondo console, che conferisce alla capigliatura dell'eroina un movimento molto più naturale e soggetto alle leggi fisiche, alle condizioni climatiche e al vento. Proprio l'engine che gestisce la fisica è stato uno degli elementi su cui il team di sviluppo ha lavorato per donare un maggiore realismo all'avventura: tutto è stato rivisto e rielaborato per rispondere con naturalezza alle leggi fisiche, dai vestiti di Lara finanche ai rami degli alberi, passando per il movimento delle frecce all'interno della faretra, al ciondolo che dondola in base ai movimenti della protagonista, così come la stessa piccozza.
Si tratta di migliorie più o meno evidenti che contribuiscono, nell'insieme, a ricreare un'avventura senza dubbio più realistica e bella da vedere. Questo grazie all'intero parco texture dell'originale Tomb Raider, che è stato rielaborato e allargato fino a quattro volte (o in alcuni casi ridisegnato da zero) per abbracciare la maggiore risoluzione, così come all'uso di nuovi shader, filtri particellari ed effetti di illuminazione dinamica che hanno giovato alle ambientazioni di Yamatai. Ad esempio nei momenti in cui un fascio di luce colpisce elementi come bocche di fuoco o gocce di pioggia, oppure si interseca con la rigogliosa vegetazione che ci avvolge nell'isola, quest'ultima soggetta a un'opera di colorazione ex-novo che ha il merito di rendere più coinvolgente l'esperienza nella giungla. Dal punto di vista puramente tecnico, dunque, vale sicuramente la pena di riaffacciarsi alla storia di Lara Croft, se non altro per godere di uno dei giochi più impressionanti di questo avvio di next-gen, particolarmente carente di produzioni legate a una forte componente narrativa.
Il nuovo modello di Lara Croft è eccezionale: la tecnologia TressFX rende la capigliatura più realistica, così come l'engine fisico applicato agli oggetti e vestiti indossati da Lara. Nuove animazioni ed effetti particellari dinamici sono un assaggio di quello che potrà essere un Tomb Raider interamente concepito per le nuove console. - Tomb Raider: Definitive Edition

TUTTO A PORTATA DI MANO

L'arrivo su PS4 non vuol dire solo tecnica e grafica, ma anche la possibilità di sfruttare tutte le potenzialità del nuovo controller DualShock 4: in questo senso la software house ha provato a rendere più interessante l'esperienza di Tomb Raider implementando una serie di migliorie, più o meno riuscite. In primis la Lightbar, che si illumina dinamicamente per simulare lo sparo di un proiettile oppure brilla con un leggero tremolio nei momenti in cui Lara impugna la torcia e si muove, diventando sempre più cupa in caso la protagonista sia sul punto di morire. In occasione dei QTE, è possibile utilizzare i sensori SIXAXIS e scuotere il controller piuttosto che agire sullo stick analogico, mentre con il touchpad è possibile interagire con la mappa (con la classica funzione pinch-to-zoom per allargare o stringere la visuale) o scorrere il dito in una data direzione per accedere la torcia, cambiare tipologia di munizioni e via dicendo.
In caso di presenza di PS Camera o dell'headset in dotazione a PlayStation 4, è possibile interagire con i comandi vocali che non solo permettono di cambiare arma (pronunciando il nome della stessa oppure una parola chiave, come "furtiva", per imbracciare l'arco e tentare uccisioni stealth), ma anche di sfogliare il menu, le abilità e addirittura visualizzare i tesori e altri elementi collezionabili. Buona la reattività ai comandi impartiti, che vengono elaborati con un lag minimo, sebbene in alcuni casi la pressione di un tasto sul pad digitale sia ancora la soluzione più rapida ed efficace. Infine, lo speaker del DualShock 4 è utilizzato per le comunicazioni radio (come da prassi ormai) e per il flusso audio di alcuni rumori ed effetti in prossimità di Lara, un aspetto che contribuiscono a immergerci nel mondo di Yamatai. Sono disponibili ovviamente le funzioni Share e Remote Play su PS Vita, sebbene la presenza di testi su schermo sia poco funzionale su una diagonale minore come quella della console portatile Sony.
A livello di contenuti, la Definitive Edition di Tomb Raider non apporta nessuna novità. Il gioco resta quello già visto e vissuto su PC e console old-gen lo scorso anno e in questo senso non avrebbe guastato qualche missione secondaria o elementi collezionabili inediti da scovare nell'isola di Yamatai. - Tomb Raider: Definitive Edition
A livello di contenuti, a parte la campagna single-player, fa il suo ritorno anche la componente multiplayer in compagnia di tutti i DLC pubblicati da Square-Enix in seguito all'esordio di Tomb Raider su PC e console. Tuttavia, per quanto si tratti di un'aggiunta che assicura longevità al prodotto, nemmeno il multiplayer può essere considerato come motivo valido per un esborso di quasi sessanta euro nel caso in cui abbiate già acquistato la versione old-gen. Il prezzo è infatti l'aspetto meno piacevole della Definitive Edition, perché è sì vero che il team di sviluppo ha ricostruito praticamente da zero l'intero comparto tecnico del gioco, ma è altrettanto vero che in termini pratici l'avventura resta quella già vista un anno fa e l'assenza di qualsivoglia tipo di novità a livello di contenuti rapportato al prezzo di vendita potrebbe spingere la maggior parte degli esigenti fan a glissare l'uscita e aspettare direttamente il vero sequel di Tomb Raider su console next-gen.
Voto 4 stelle su 5

martedì 17 dicembre 2013

Are Eminem And Rihanna Crazy? See The 'Monster' Video For Yourself

Rapper takes a trip to his past in the dark clip, released on Monday.

Eminem in his video for "The Monster"

Eminem unveiled the new music video for his Rihanna-assisted "Monster" on Monday (December 16), filled with more than five minutes of retro-goodness.
The video opens on Em, sitting in a therapist office as Doctor Rih-Rih scribbles notes on a pad. A TV nearby plays retro Eminem clips on a loop as Marshall Mathers, the man, appears to slip into a state of hypnosis.
Down the rabbit hole he goes — or, more accurately, a free-falling elevator shaft. As he tumbles, visions of Dr. Dre, "8 Mile," Elton John and several iconic moments from his storied career flutter by. In the end, Em comes face-to-face with his formerly drug-addicted self, choosing to turn around and walk the other way.
Interspersed between the powerful imagery is a bustier-clad Rihanna, crooning out the catchy chorus.
"Monster" marks the fourth collaboration between the duo, beginning with 2010's "Love the Way You Lie." Last month, Em revealed to MTV News' Sway Calloway that Rih was the only girl for his Marshall Mathers LP 2track.
"The perception of the record, what it's saying, I thought it would be a good idea to have her on it because I think people look at us like we're both a little nuts. That's one of the things that I was telling her in making the record: I think that people look at us a little crazy," Eminem said.
"As soon as I got the beat I just heard her on it," he added. "I wanted to make sure that I had it finished first to be able to present to her, but once I had the rhymes done, I sent it to her."