DATASHEET
- Produttore
- Capcom
- Sviluppatore
- Double Helix Games
- Genere
- Azione
- Distributore Italiano
- Halifax
- Data di uscita
- 18/2/2014
LATI POSITIVI
- Estrema praticità nella gestione dei comandi
- Stile grafico semplice ma al tempo stesso apprezzabile
- Ritmo rapido e buona fluidità di gioco
LATI NEGATIVI
- L'esperienza di gioco risulta stimolante solo nel livello di difficoltà hardocore
- Ripetitivo e un po’ noioso
- Lontano dal prestigio della serie originale, non convince i fan più accaniti.
HARDWARE
Strider è disponibile da oggi su PS3 e PS4, mentre le versiono Xbox 360 e Xbox One saranno lanciate domani 19 febbraio. Su PC il beat 'em up di Capcom è previsto per la fine di febbraio.
MULTIPLAYER
Il gioco d'azione di Double Helix non prevede alcuna modalità di gioco multiplayer.
Ritorno al futuro
Dopo oltre dieci anni, Capcom riporta in vita il suo storico beat'em up su console.
A distanza di più di dieci anni, Capcom ripropone una saga beat 'em up apparsa a cavallo tra gli anni '80 e gli inizi del 2000 nelle sale giochi e nelle principali console dell'epoca: stiamo parlando di Strider, il classico beat 'em up che introdusse numerose novità nell'industria videoludica e che oggi si riaffaccia al mondo con un gioco d'azione sviluppato da Double Helix Games, dalla grafica naturalmente rivoluzionata che tuttavia mantiene i caratteri peculiari dell'origine, individuabili in frenesia e semplicità nei controlli.
LA RICERCA DELLA LIBERTÀ
Ambientato in un'epoca futuristica, espressione di una società alternativa e distopica, il gioco ci mette nei panni di Hiryu, giovane recluta di un programma speciale di addestramento per sabotatori e assassini che prende appunto il nome di Strider. L'abile e atipico ninja, qui rivisto ovviamente in chiave ultramoderna, si troverà costretto ad affrontare numerose guardie governative, composte essenzialmente da robot e cyborg militari, prima di scontrarsi con l'onnipotente Grandmaster Meio e liberare così il pianeta dall'oppressione politica esercitata dal despota.
L'intero pianeta, infatti, è sottomesso al potere di un'unica persona che cerca di tenere sotto controllo il suo popolo attraverso il terrore e l'uso della forza. Trama che ci riporta con la mente alle vicende del Grande Fratello contenute nel libro 1984 di George Orwell e, più recentemente, a quelle del Padre raccontate nel film Equilibrium con Cristian Bale.
SEMPLICITÀ A RITMO FRENETICO
Strider è caratterizzato da un ritmo frenetico sin dai primi istanti: il protagonista giunge nella città di Kasakh direttamente dall'alto a bordo di un deltaplano che in picchiata, a folle velocità, lo conduce nel luogo della battaglia. L'accoglienza non è delle migliori, dato che i nemici inizieranno, senza troppi tentennamenti, ad aprire il fuoco contro il nostro ninja.
Prendere confidenza con i comandi è cosa facile e notevolmente rapida, considerando che il pacchetto iniziale di mosse a disposizione è piuttosto limitato. Avanzando nelle missioni, tuttavia, il giocatore potrà apprendere qualche colpo in più in grado di mettere un po’ di pepe a un'azione altrimenti noiosa e ripetitiva, eccezion fatta per i combattimenti con i boss finali che, a conclusione di ogni singolo livello, richiedono da subito maggiore attenzione e più impegno per batterli. La semplicità nella gestione dei controlli conferma l'idea di fondo decisa dagli sviluppatori, incentrata su uno stile alquanto sobrio, un comparto grafico lontano dall'essere troppo complesso e, soprattutto, un set di comandi studiato per essere semplice e immediato. Anche l'interfaccia, sulla scorta di quanto appena affermato, risulta snella e intuitiva: presenti, infatti, una mappa indicante la posizione del protagonista e la distanza dal successivo obiettivo, la barra dell'energia e quelle relative alla carica di alcune mosse speciali.
Dal punto di vista grafico, il titolo, pur essendo piuttosto semplice e lineare, si fa apprezzare per i disegni sia dei personaggi che delle location, oltre che per una buona fluidità che dimostra di sposarsi bene con il ritmo incalzante dell'azione di gioco. La versione PlayStation 4, rispetto a quella testata su Xbox 360, offre senza dubbio un comparto tecnico superiore nei dettagli e nei filtri utilizzati ma non così evidenti come forse era lecito attendersi da una piattaforma next-gen. Nonostante la maggiore risoluzione e potenza a corredo di PS4, infatti, non mancano i cali di frame-rate sopratutto nelle situazioni più concitate.
Per quanto concerne la gestione del personaggio, Strider offre grande libertà di movimento all'interno della città che, come detto in precedenza, è caratterizzata da spazi e location futuristiche. In un contesto simile è possibile interagire con gli elementi circostanti con estrema spensieratezza: Hiryu, infatti, potrà sfruttare le proprie doti per avanzare sia orizzontalmente, correndo e attaccando gli avversari, che verticalmente, con la possibilità di arrampicarsi su pareti e tetti, eseguendo balzi notevoli e lanciandosi con totale noncuranza da altezze considerevoli senza subire nemmeno un graffio, fattore che segna un livello di realismo alquanto limitato ma che non inficia le potenzialità di un titolo che si ripromette di divertire e assicurare un'esperienza di gioco fresca ma dal sapore decisamente retrò.
Visto sotto quest'ottica, Strider è sicuramente un gioco da consigliare agli amanti del genere considerata la varietà d'azione e le ore di divertimento spensierato che è in grado di offrire, nonostante la presenza di bug e qualche glitch di troppo. Purtroppo, però, la scelta di sviluppare un reboot di Strider deve tenere conto del prestigio che il brand Capcom ha avuto in passato e delle aspettative che un nuovo capitolo ha creato nel cuore degli appassionati. Già, perché considerato nell'ottica dei fan, il tentativo di Double Helix non riesce a convincere pienamente chi è cresciuto a pane e metroidvania, non solo per le pochissime novità proposte, ma anche per la scelta di allontanarsi per molti versi dalla direzione artistica dell'originale e da un gameplay che non risulta mai troppo severo e hardcore come il titolo originale.