Garden Warfare: clorofilla, cervelli e divertimento
Qualche impressione e uno sguardo alle due strampalate fazioni in guerra.
Sin dalla sua inattesa presentazione losangelina, Plants vs Zombies: Garden Warfare ha senza dubbio solleticato la mia curiosità e catturato la mia attenzione. Non poteva del resto essere altrimenti: sono un orgoglioso fan della prima ora del folle franchise di Popcap Games, e da affezionato della serie Gears of War non potevo non guardarare con interesse a uno shooter in terza persona chiaramente ispirato alle dinamiche del fortunato blockbuster Epic Games.
E poi dai, ci sono le pistole spara-delfini, le orde di zombie ballerini anni '70 e le pannocchie che piovono dal cielo - in esplosivo un tripudio di popcorn! - al posto degli attacchi aerei, impossibile chiede altro da un videogame (e forse dalla vita). Nonostante il sincero entusiasmo e la grande voglia di lasciarmi coinvolgere da questo sparatutto fuori di testa purtroppo però devo farmi carico di una notizia non particolarmente felice: oggi, a dispetto della scadenza dell'embargo fissato dal publisher, su IGN Italia non leggerete la recensione di Garden Warfare.
Senza polemica e con la massima trasparenza, vi racconto com'è andata: lo scorso weekend Electronic Arts aveva predisposto alcuni slot pomeridiani da 4 ore per provare Garden Warfare in multiplayer, testando le varie modalità online con altri colleghi sparsi per il globo. Ero carico, carichissimo (del resto, dovrò pure riempire con qualcosa l'ansia dei giorni che mi separano da Titanfall!) e la mia voglia di innocue sparatorie all'ultimo germoglio mi ha addirittura spinto a presentarmi all'appuntamento con oltre un'ora di anticipo
Purtroppo però qualcosa deve essere andato storto nell'organizzazione delle review session: con mia somma delusione, tra sabato e domenica mi sono ritrovato su Xbox Live con una media di 2/3 compagni di gioco a partita, con punte di un massimo di 6/7 partecipanti contemporaneamente in un paio di occasioni. Numeri francamente irrisori per un titolo che prevede battaglie 12 contro 12, che non mi hanno permesso di testare in maniera efficace né la qualità dell'esperienza offerta dalla produzione Popcap né la bontà del netcode / la tenuta dei server EA.
Nell'attesa della nostra recensione, che arriverà il prima possibile (oggi Garden Warfare debutta negli Stati Uniti, quindi da stasera spero di riuscire a combattere contro plotoni di avversari un filo più corposi e agguerriti!), ho deciso comunque di lanciarmi in qualche considerazione preliminare, giusto per ingannare l'attesa del verdetto e per accompagnarvi verso l'uscita italiana di dopodomani.
Già dalle primissime battute, la caratteristica che immediatamente balza all'occhio è ovviamente il carattere sopra le righe del titolo Popcap Games: Garden Warfare è Piante contro Zombie in tutto e per tutto, e l'incursione del franchise nel lontanissimo genere degli sparatutto non soltanto non viene vissuta in alcuna maniera come una fastidiosa forzatura, ma anzi diventa un'opportunità per mettere in scena scontri a fuoco assurdi, coloratissimi e dall'anima deliziosamente cartoon.
Aspettatevi deliranti scorribande nell'universo di Dave il Pazzo - per ovvie ragioni relegato come sempre al ruolo di esilarante comparsa sullo sfondo! - rese ancora più accattivanti da una realizzazione tecnica che a dispetto dei toni spensierati e leggeri non scherza nemmeno un po'. Guai allora a bollare Garden Warfare come un titolo di seconda fascia convertito per ragioni di pura opportunità commerciale su Xbox One (e un domani su PC e PlayStation 4...): il cuore del Frostbite 3 pulsa con palpabile energia, e il risultato è un videogioco bellissimo da vedere e mirabile tanto sul piano squisitamente artistico quanto su quello prettamente tecnico.
Dall'ottima illuminazione ai pregevoli effetti, passando per la spettacolare modellazione dei personaggi e le irresistibili animazioni, non manca il profumo di nextgen che tanto desideriamo respirare a pieni polmoni. Pur con qualche difetto occasionale - da segnalare in particolare un po' di pop up e di sbavature quando si inquadrano le mappe dall'alto, nei panni del Drone Aglio - Garden Warfare si presenta così in forma invidiabile, con i suoi 900p a 60 frames al secondo e addirittura con chicche non trascurabili in termini di interazione ambientale, tra scenari che si distruggono e proiettili che lasciano gustosamente il segno sulle varie superfici. Gran belle cose insomma.
L'altro tratto distintivo dell'ultima fatica EA riguarda senza dubbio la personalità delle classi disponibili: 4 tipologie di combattenti per ognuna delle due fazioni in lotta, ciascuna con tre diverse abilità e numerose possibilità di customizzazione estetica (perché non basta guerreggiare nei panni di un Cactus cecchino, quando puoi guerreggiare nei panni dello stesso Cactus cecchino con tanto di elmetto borchiato ricavato da un'anguria, occhiali giganti da nerd e pittura camouflage arancione fluorescente!).
La Sparasemi è la pianta base: fanteria utile per tutte le occasioni, versatile e discretamente potente. Oltrea a stare a meraviglia con una bella bombetta in stile British, si avvale del power up "Caffeina" per sprintare sul campo di battaglia e raggiungere zone sopraelevate, della funzione Torretta Gatling (che sacrifica la mobilità in cambio di un radicale incremento nel firepower e nel numero di attacchi) e dell'immancabile granata peperoncino.
Il Masticazombie fa storia a sé: si tratta dell'unica classe sprovvista di attacchi a distanza (fatta eccezione per uno sputo appiccicoso utile per rallentare i bersagli, più che per causare danni), che si rivela comunque letale negli 1 contro 1 in corpo a corpo. Anche grazie all'eccezionale abilità di muoversi sottoterra, scontrarsi con questa vorace pianta carnivora il più delle volte significa venire sbranati con un'impietosa (ed esaltante, se state dalla parte giusta) one hit kill.
Il Girasole ricopre il ruolo del medico: permette di curare gli alleati ripristinando la loro energia stando direttamente in movimento, ma può provocare danni ingenti con un attacco laser sul posto che si distingue anche per il fantastico effetto sonoro ipnotizzante. Senza contare la sensazionale espressione da perenne fattone sorridente stampata sul faccione del fiore, s'intende.
Last but not least, il Cactus: un cecchino capace di sparare aculei a distanze siderali - anche se il danno è forse sorprendentemente un filo limitato - che offre tuttavia possibilità offensive clamorosamente appaganti sia grazie al già citato Drone Aglio (un robottino guidabile dal cielo che non soltanto vi consentirà di esplorare l'area di gioco e di colpire gli avversari con un pratico mitra... ma che vi consentirà di scatenare un'apocalisse pannocchiosa dall'alto!) sia grazie alle claymore-patata, crudeli ordigni di morte da disseminare in ogni dove per accumulare kil pesanti anche a distanza di tempo.
Gli zombie non sono certo da meno, e rispondono con personaggi forse leggermente meno coreografici nel character design, ma comunque efficacissimi in fatto di gameplay duro e puro, con trovate assai riuscite pad alla mano.
Il Fante è l'unità base, eppure forse anche la mia preferita: munita di jetpack per schizzare verso aree impossibili da raggiungere a piedi, è armata con uno scattante mitra in stile paintball, bombe puzzone a gas e un devastante lanciamissili divertentissimo da usare sparando un po' a caso da distanze improbabili.
L'Ingegnere è l'opzione da preferire qualora si cerchi la versatilità: apprezzabile il martello pneumatico che gli permette di muoversi rapidamente stordendo gli avversari che dovessero capitare sulla sua traiettoria (con particolare riferimento ai Masticazombie sotto terra!), sontuoso il modello poligonale con le mutande abbassate e la riga delle chiappe costantemente in bella vista e simpatici tanto gli attacchi sonori con il megafono quanto la versione non-morta del Drone Aglio.
Contrariamente alle apparenze, lo Scienziato non è esattamente il corrispettivo del Girasole: la capacità di rigenerare l'energia dei compagni è comune alle due classi, ma il Doc zombie si distingue grazie all'abilità di teletrasporto (senza dubbio utile ma non immediatissima da padroneggiare) e al poderoso shotgun laser in grado di uccidere con pochi colpi ravvicinati.
Chiude la compagine dell'oltretomba il Fuoriclasse, goffo e ipertrofico giocatore di football equipaggiato con Gatling sparapalloni, bombe mini-kamikaze, scudi e attacco capace di travolgere chiunque si trovi nel raggio di qualche metro: una classe gagliarda se si ama procedere a testa bassa, sfondando le difese nemiche.
Insomma, c'è davvero l'imbarazzo della scelta in fatto di possibilità, a maggiore ragione se si considerano le classi speciali sbloccabili tramite un sistema di figurine in stile FIFA Ultimate Team, con pacchetti acquistabili tramite i gettoni recuperati completando le sfide e accumulando kill (per una volta senza transazioni con i soldi reali in stile Free to Play, grazie EA!). Promosso anche il gunplay, che si rivela globalmente assai sfizioso sia in virtù della bizzarria della armi sia per merito dei formidabili effetti sonori, capaci di conferire un ulteriore carica di idiozia a scontri decisamente lontani dagli standard di Battlefield e Call of Duty.
Nell'attesa di provare con la giusta attenzione le varie modalità disponbili (sbilanciandomi un po' potrei già affermare di preferire, non senza un briciolo di sorpresa, le opzioni competitive di squadra rispetto alla cooperazione per 4 giocatori di Garden Warfare, ovvero la risposta Popcap Games all'Orda di Gears of War...) vi rimando insomma alla recensione prossima ventura per il fatidico verdetto su quello che comunque si preannuncia come un titolo di buona caratura.
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