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venerdì 28 febbraio 2014

PLANTS VS ZOMBIES: GARDEN WARFARE RECENSIONE

Plants vs. Zombies: Garden Warfare

DATASHEET

Produttore
Electronic Arts
Sviluppatore
PopCap Games
Genere
Sparatutto
Distributore Italiano
Electronic Arts Italia
Data di uscita
27/2/2014

CHI DI DELFINO FERISCE...

C'è poco da fare: Popcap Games è da sempre uno di quei team che mi ispirano spontaneamente simpatia, buonumore e oserei direi quasi addirittura un po' di affetto. Adoro l'attitudine scanzonata, la concezione di videogioco come attività di puro divertimento scacciapensieri, l'attenzione impeccabile per la qualità a 360° che la software house di Seattle mette sempre in ogni sua produzione. Guai a bollare infatti i vari Bejeweled, Peggle e naturalmente Plants vs Zombies come meri passatempi per casual gamer dai gusti grossolani: c'è qualcosa di magico dietro a ciascuno dei loro blockbuster, e non è certo un caso se milioni di giocatori sparsi per il globo rimangono ammaliati dal perverso gameplay "assuefacente" dei titoli Popcap.
È dunque con sincera curiosità che mi sono avvicinato a Garden Warfare, surreale incursione del franchise PvZ all'interno della nutrita categoria degli sparatutto in terza persona: la voglia di vedere l'improbabile battaglia tra vegetali e non-morti combattuta su un fronte tutto nuovo - e potenzialmente ancora più coinvolgente! - ha sin da subito calamitato la mia attenzione, tra la scoppiettante presentazione dello scorso E3 (con tanto di vittoria di un IGN Award) e i clamorosi poster promozionali ironicamente ispirati ai grandi classici EA (Grass Effect e Petal of Honor resteranno per sempre negli annali, indimenticabili).
L'impatto con il gioco è, a partire dalla brillante installazione interattiva, genuinamente appagante: Popcap ci ha abituato a un universo tanto colorato quanto demenziale, e com'è giusto che sia Garden Warfare non solo non delude ma rilancia, tra personaggi adorabili (modellati, texturizzati e animati in maniera sublime, con un delizioso retrogusto di nuova generazione), situazioni incredibili e una cura per i dettagli che denota la palpabile passione che anima l'intero progetto.
Garden Warfare - Chi di delfino ferisce, di popcorn perisce
Perché, sia chiaro, Garden Warfare è in tutto e per tutto Plants vs Zombies prima di essere uno shooter: l'umorismo che contraddistingue la saga è rimasto immutato, anche se a sorprendere ed esaltare è la transizione dell'insieme in un contesto così radicalmente lontano dalle origini tower defence. Il passaggio alle dinamiche tipiche di uno sparatutto è infatti avvenuto con una naturalezza e una coerenza difficilmente immaginabili, dando vita a qualcosa di certamente riconoscibile e familiare, eppure al tempo stesso fresco e nuovo: un'interpretazione stracolma di personalità di un genere istituzionalizzato, qui ravvivato da sgargianti pennellate di colore e da un sistema di classi tutt'altro che banale o approssimativo.
Come anticipato nell'hands on di qualche giorno fa (al quale vi rimando per maggiori approfondimenti sulle unità selezionabili), il cardine su cui si fonda l'operazione guerriglia da giardino va ricercato proprio nell'efficace caratterizzazione delle classi disponibili: 8 diversi tipi di personaggi - equamente suddivisi fra le 2 affascinanti fazioni in lotta - ciascuno con i propri pregi e difetti, nonché con uno stile di gameplay spesso compiaciutamente particolare.
Difficile stabilire a chi tra Piante e Zombie spetti il primato: l'equilibrio sembra tutto sommato regnare sovrano, con un intrigante bilanciamento tra i verdi combattenti muniti di radici (forse leggermente superiori in difesa) e gli stralunati soldati dell'oltretomba (probabilmente un filo più votati all'attacco). Sono ad ogni modo le singole unità a fare la differenza e rendere davvero speciale il gioco: la giusta amalgama fra i componenti del gruppo può trasformare una sconfitta in una vittoria, ed è assai stimolante passare da un ruolo all'altro nel tentativo di trovare la tipologia di personaggio più affine ai propri gusti.
Lo spazio per l'iniziativa personale è garantito dalla versatilità dei duellanti e dalle peculiari abilità speciali (3 per ciascun personaggio, attivabili con un meccanismo di cooldown che aggiunge quel pizzico di ulteriore strategia in più al confronto), eppure nonostante il grande numero di giocatori - Deathmatch e Tombe & Giardini prevedono un massimo di 12 utenti contro 12 - è apprezzabile lo spirito di gruppo che Garden Warfare riesce a instaurare in maniera piacevolmente spontanea: si guerreggia come un fronte comune, certo disordinato ma anche compatto, con la cooperazione incentivata dalla possibilità di riportare in vita un compagno appena caduto sottraendo il vantaggio accumulato dai nemici.
Si viene a creare così un'alchimia strana, con un'azione confusamente soddisfacente e un ritmo sempre sostenuto (al punto da rendere a volte poco leggibili gli scontri), in una contesa a tutto campo in cui c'è sempre e comunque spazio per il divertimento di ciascun partecipante, al di là della bravura e dei risultati: insomma una perfetta guerra all'acqua di rose firmata Popcap Games, dove anche quando si muore risulta difficile prendersela con un Girasole che verrebbe scartato da una cover band dei Village People.
Impossibile poi non notare il proverbiale marchio di fabbrica del team pure in un altro aspetto subdolamente azzeccatissimo di Garden Warfare: il costante senso di progressione, veicolato tanto dalle sfiziose sfide quanto soprattutto dal fattore collezionabilità, con letteralmente centinaia di esilaranti customizzazioni dei personaggi da sbloccare attraverso un sistema di bustine di carte alla FIFA Ultimate Team. Un meccanismo semplice ma vincente, che risulta premiante sia sul breve sia sul medio (e verosimilmente sul lungo) termine, tra oggetti consumabili da spendere, gadget squisitamente estetici e versioni alternative delle unità tradizionali con potenziamenti elementali a dir poco goderecci.
Garden Warfare - Chi di delfino ferisce, di popcorn perisce
Un gunplay gratificante - reso particolarmente memorabile dal sound design insolito e ricercato delle armi - è messo al servizio di 3 modalità principali: Garden Ops, Deathmatch e Tombe & Giardini. La prima rappresenta la versione PvZ della famigerata Orda resa popolare dalla serie Gears of War: 4 giocatori, una base da proteggere, 10 ondate di nemici sempre più agguerriti (con tanto di duplice roulette dei boss), qualche apprezzabile tocco di tower defence e una fuga finale che profuma di Left 4 Dead. Una formula non certo innovativa, che intrattiene come da copione pur senza regalare particolari brividi anche a causa di mappe abbastanza nelle media.
Va meglio - non senza sorpresa in realtà - con i Deathmatch, furiose royal rumble in cui vince la squadra che raggiunge per prima le 50 kill. Aspettatevi di tutto, tra caotiche uccisioni a catena, eroici salvataggi dell'ultim'ora e improvvisati atti di eroismo nemmeno troppo voluto, per partite mordi e fuggi che si accumulano come le ciliegie, una dietro l'altra (tanto c'è la scusa dei pacchetti da sbloccare...).
La star dello show è comunque senza dubbio Tombe & Giardini, galvanizzante ed equilibratissimo cocktail di cooperazione, strategia e frenesia omicida vagamente sul modello di Overrun (l'apprezzata modalità introdotta da Gears of War Judgment). Una successione di 7 diverse basi da assaltare entro qualche minuto, con le arcigne Piante arroccate sulla difensiva e i tenaci Zombie votati all'attacco: conquistato un presidio si passa senza soluzione di continuità a quello successivo, con enormi mappe che si svelano passo passo esaltando la sensazione di avventura e la voglia di conquista, nel disperato tentativo di resistere o di arrivare all'epico obiettivo finale.
Insomma, la carne al fuoco per ore e ore di allegria online c'è tutta - a maggior ragione considerato il prezzo budget di 40 Euro per la versione Xbox One - e la bontà globale dell'esperienza non fa rimpiangere la totale assenza di modalità single player (a meno che non si consideri tale l'orda in single player offline, in sé triste e limitata...). Certo, non manca qualche perplessità principalmente legata alla quantità dei contenuti più strettamente ludici, tra arene non proprio numericamente abbondanti e tipologie di gioco non ricchissime nella scelta: forse consapevoli di queste piccole mancanze, gli sviluppatori hanno ad ogni modo già promesso una serie di DLC gratuiti in arrivo nei prossimi mesi, e visto il notevole lavoro svolto fino ad oggi mi sembra più che legittimo concedergli un po' di fiducia.
Nell'attesa di scoprire cosa ci riserverà il futuro - anche in prospettiva community, con l'ingombrante minaccia di sua maestà Titanfall pronta a monopolizzare l'attenzione di molti potenziali acquirenti di Garden Warfare, svuotando inevitabilmente in qualche misura gli ora affollatissimi server - vale comunque decisamente la pena di godersi quello che si ha tra le mani: così facendo a gioire sarà sia lo spirito, appagato da armi da fuoco che per una volta fanno scoppiare solo e soltanto risate, sia la vista, allietata da un Frostbite 3 in forma notevole e non privo di pregevoli scorci nextgen.
E allora poco importa che vi schieriate dalla parte degli assetati di fotosintesi clorofilliana o da quella dei putrescenti cadaveri rianimati: come recita il formidabile trailer di lancio, "mettete giù il fucile e prendete in mano un delfino".
VERDETTO
C'è poco da fare: Garden Warfare ha mantenuto tutte le sue promesse, presentandosi come uno sparatutto unico ed esilarante. Una sorpresa che dimostra ancora una volta l'innata bravura di Popcap Games, team capace di saltare da un genere all'altro senza paura e anzi con l'irriverenza scapestrata di chi è animato da un talento cristallino. Difficile e forse prematuro stabilire se diventerà il prossimo Team Fortress in versione console, certo è che il tentativo (così come il risultato) è qualcosa di lodevole.
VOTO: 8.3
OTTIMO
Non sottovalutate Garden Warfare: sotto la sua (eccezionale) superficie bislacca e sopra le righe si nasconde uno sparatutto a squadre valido e godibile, che pur senza rivoluzionare il genere saprà regalarvi or(d)e di divertimento.
  • +Atmosfera esilarante
  • +Brillante differenziazione delle classi
  • +Splendido da guardare
  • -Numero di modalità e di mappe limitato
  • -Uscita troppo ravvicinata a quella di Titanfall

martedì 25 febbraio 2014

PLANTS VS ZOMBIES: GARDEN WARFARE - ANTEPRIMA

Garden Warfare: clorofilla, cervelli e divertimento

Qualche impressione e uno sguardo alle due strampalate fazioni in guerra.

Sin dalla sua inattesa presentazione losangelina, Plants vs Zombies: Garden Warfare ha senza dubbio solleticato la mia curiosità e catturato la mia attenzione. Non poteva del resto essere altrimenti: sono un orgoglioso fan della prima ora del folle franchise di Popcap Games, e da affezionato della serie Gears of War non potevo non guardarare con interesse a uno shooter in terza persona chiaramente ispirato alle dinamiche del fortunato blockbuster Epic Games.
E poi dai, ci sono le pistole spara-delfini, le orde di zombie ballerini anni '70 e le pannocchie che piovono dal cielo - in esplosivo un tripudio di popcorn! - al posto degli attacchi aerei, impossibile chiede altro da un videogame (e forse dalla vita). Nonostante il sincero entusiasmo e la grande voglia di lasciarmi coinvolgere da questo sparatutto fuori di testa purtroppo però devo farmi carico di una notizia non particolarmente felice: oggi, a dispetto della scadenza dell'embargo fissato dal publisher, su IGN Italia non leggerete la recensione di Garden Warfare.
Senza polemica e con la massima trasparenza, vi racconto com'è andata: lo scorso weekend Electronic Arts aveva predisposto alcuni slot pomeridiani da 4 ore per provare Garden Warfare in multiplayer, testando le varie modalità online con altri colleghi sparsi per il globo. Ero carico, carichissimo (del resto, dovrò pure riempire con qualcosa l'ansia dei giorni che mi separano da Titanfall!) e la mia voglia di innocue sparatorie all'ultimo germoglio mi ha addirittura spinto a presentarmi all'appuntamento con oltre un'ora di anticipo
Purtroppo però qualcosa deve essere andato storto nell'organizzazione delle review session: con mia somma delusione, tra sabato e domenica mi sono ritrovato su Xbox Live con una media di 2/3 compagni di gioco a partita, con punte di un massimo di 6/7 partecipanti contemporaneamente in un paio di occasioni. Numeri francamente irrisori per un titolo che prevede battaglie 12 contro 12, che non mi hanno permesso di testare in maniera efficace né la qualità dell'esperienza offerta dalla produzione Popcap né la bontà del netcode / la tenuta dei server EA.
Nell'attesa della nostra recensione, che arriverà il prima possibile (oggi Garden Warfare debutta negli Stati Uniti, quindi da stasera spero di riuscire a combattere contro plotoni di avversari un filo più corposi e agguerriti!), ho deciso comunque di lanciarmi in qualche considerazione preliminare, giusto per ingannare l'attesa del verdetto e per accompagnarvi verso l'uscita italiana di dopodomani.
Già dalle primissime battute, la caratteristica che immediatamente balza all'occhio è ovviamente il carattere sopra le righe del titolo Popcap Games: Garden Warfare è Piante contro Zombie in tutto e per tutto, e l'incursione del franchise nel lontanissimo genere degli sparatutto non soltanto non viene vissuta in alcuna maniera come una fastidiosa forzatura, ma anzi diventa un'opportunità per mettere in scena scontri a fuoco assurdi, coloratissimi e dall'anima deliziosamente cartoon.
Garden Warfare: clorofilla, cervelli e divertimento
Aspettatevi deliranti scorribande nell'universo di Dave il Pazzo - per ovvie ragioni relegato come sempre al ruolo di esilarante comparsa sullo sfondo! - rese ancora più accattivanti da una realizzazione tecnica che a dispetto dei toni spensierati e leggeri non scherza nemmeno un po'. Guai allora a bollare Garden Warfare come un titolo di seconda fascia convertito per ragioni di pura opportunità commerciale su Xbox One (e un domani su PC e PlayStation 4...): il cuore del Frostbite 3 pulsa con palpabile energia, e il risultato è un videogioco bellissimo da vedere e mirabile tanto sul piano squisitamente artistico quanto su quello prettamente tecnico.
Dall'ottima illuminazione ai pregevoli effetti, passando per la spettacolare modellazione dei personaggi e le irresistibili animazioni, non manca il profumo di nextgen che tanto desideriamo respirare a pieni polmoni. Pur con qualche difetto occasionale - da segnalare in particolare un po' di pop up e di sbavature quando si inquadrano le mappe dall'alto, nei panni del Drone Aglio - Garden Warfare si presenta così in forma invidiabile, con i suoi 900p a 60 frames al secondo e addirittura con chicche non trascurabili in termini di interazione ambientale, tra scenari che si distruggono e proiettili che lasciano gustosamente il segno sulle varie superfici. Gran belle cose insomma.
L'altro tratto distintivo dell'ultima fatica EA riguarda senza dubbio la personalità delle classi disponibili: 4 tipologie di combattenti per ognuna delle due fazioni in lotta, ciascuna con tre diverse abilità e numerose possibilità di customizzazione estetica (perché non basta guerreggiare nei panni di un Cactus cecchino, quando puoi guerreggiare nei panni dello stesso Cactus cecchino con tanto di elmetto borchiato ricavato da un'anguria, occhiali giganti da nerd e pittura camouflage arancione fluorescente!).
La Sparasemi è la pianta base: fanteria utile per tutte le occasioni, versatile e discretamente potente. Oltrea a stare a meraviglia con una bella bombetta in stile British, si avvale del power up "Caffeina" per sprintare sul campo di battaglia e raggiungere zone sopraelevate, della funzione Torretta Gatling (che sacrifica la mobilità in cambio di un radicale incremento nel firepower e nel numero di attacchi) e dell'immancabile granata peperoncino.
Il Masticazombie fa storia a sé: si tratta dell'unica classe sprovvista di attacchi a distanza (fatta eccezione per uno sputo appiccicoso utile per rallentare i bersagli, più che per causare danni), che si rivela comunque letale negli 1 contro 1 in corpo a corpo. Anche grazie all'eccezionale abilità di muoversi sottoterra, scontrarsi con questa vorace pianta carnivora il più delle volte significa venire sbranati con un'impietosa (ed esaltante, se state dalla parte giusta) one hit kill.
Il Girasole ricopre il ruolo del medico: permette di curare gli alleati ripristinando la loro energia stando direttamente in movimento, ma può provocare danni ingenti con un attacco laser sul posto che si distingue anche per il fantastico effetto sonoro ipnotizzante. Senza contare la sensazionale espressione da perenne fattone sorridente stampata sul faccione del fiore, s'intende.
Last but not least, il Cactus: un cecchino capace di sparare aculei a distanze siderali - anche se il danno è forse sorprendentemente un filo limitato - che offre tuttavia possibilità offensive clamorosamente appaganti sia grazie al già citato Drone Aglio (un robottino guidabile dal cielo che non soltanto vi consentirà di esplorare l'area di gioco e di colpire gli avversari con un pratico mitra... ma che vi consentirà di scatenare un'apocalisse pannocchiosa dall'alto!) sia grazie alle claymore-patata, crudeli ordigni di morte da disseminare in ogni dove per accumulare kil pesanti anche a distanza di tempo.
Gli zombie non sono certo da meno, e rispondono con personaggi forse leggermente meno coreografici nel character design, ma comunque efficacissimi in fatto di gameplay duro e puro, con trovate assai riuscite pad alla mano.
Il Fante è l'unità base, eppure forse anche la mia preferita: munita di jetpack per schizzare verso aree impossibili da raggiungere a piedi, è armata con uno scattante mitra in stile paintball, bombe puzzone a gas e un devastante lanciamissili divertentissimo da usare sparando un po' a caso da distanze improbabili.
L'Ingegnere è l'opzione da preferire qualora si cerchi la versatilità: apprezzabile il martello pneumatico che gli permette di muoversi rapidamente stordendo gli avversari che dovessero capitare sulla sua traiettoria (con particolare riferimento ai Masticazombie sotto terra!), sontuoso il modello poligonale con le mutande abbassate e la riga delle chiappe costantemente in bella vista e simpatici tanto gli attacchi sonori con il megafono quanto la versione non-morta del Drone Aglio. 
Contrariamente alle apparenze, lo Scienziato non è esattamente il corrispettivo del Girasole: la capacità di rigenerare l'energia dei compagni è comune alle due classi, ma il Doc zombie si distingue grazie all'abilità di teletrasporto (senza dubbio utile ma non immediatissima da padroneggiare) e al poderoso shotgun laser in grado di uccidere con pochi colpi ravvicinati.
Chiude la compagine dell'oltretomba il Fuoriclasse, goffo e ipertrofico giocatore di football equipaggiato con Gatling sparapalloni, bombe mini-kamikaze, scudi e attacco capace di travolgere chiunque si trovi nel raggio di qualche metro: una classe gagliarda se si ama procedere a testa bassa, sfondando le difese nemiche.
Insomma, c'è davvero l'imbarazzo della scelta in fatto di possibilità, a maggiore ragione se si considerano le classi speciali sbloccabili tramite un sistema di figurine in stile FIFA Ultimate Team, con pacchetti acquistabili tramite i gettoni recuperati completando le sfide e accumulando kill (per una volta senza transazioni con i soldi reali in stile Free to Play, grazie EA!). Promosso anche il gunplay, che si rivela globalmente assai sfizioso sia in virtù della bizzarria della armi sia per merito dei formidabili effetti sonori, capaci di conferire un ulteriore carica di idiozia a scontri decisamente lontani dagli standard di Battlefield e Call of Duty.
Nell'attesa di provare con la giusta attenzione le varie modalità disponbili (sbilanciandomi un po' potrei già affermare di preferire, non senza un briciolo di sorpresa, le opzioni competitive di squadra rispetto alla cooperazione per 4 giocatori di Garden Warfare, ovvero la risposta Popcap Games all'Orda di Gears of War...) vi rimando insomma alla recensione prossima ventura per il fatidico verdetto su quello che comunque si preannuncia come un titolo di buona caratura.