Tropico 5 e i viaggi nel tempo
Nuove ere che mirano a dare freschezza alla serie.
Per la sua quinta apparizione, la serie di Tropico si sta spostando nella quarta dimensione. Il tempo è il nuovo elemento distintivo di Tropico 5, che spazierà attraverso quattro diverse epoche, da quella coloniale a quella moderna. Integrando diversi periodi storici in più aspetti del gameplay, Tropico 5 potrà essere un'esperienza molto più dinamica rispetto alla tipica offerta dei giochi gestionali. Se gli sviluppatori Haemimont Games riusciranno nel loro intento, sarà una notizia entusiasmante sia per la serie Tropico che per tutti i giochi in cui si costruiscono città.
Ho trovato due aspetti del nuovo sistema estremamente attraenti. In primo luogo, il gioco ha un forte impatto visivo. Le diverse epoche sono rappresentate da un'architettura diversa per i vari edifici. Così, come mi ha mostrato il produttore/progettista Bisser Dyankov, ci sono gli appartamenti multicolore tipici dell'epoca della Guerra Fredda, i palazzi coloniali o i più moderni grattacieli. Il motore grafico è stato rinnovato, gli edifici hanno un aspetto migliore rispetto al precedente Tropico. Eppure, anche se non fossero più gradevoli alla vista, l'idea di stili diversi ha sempre un grande appeal. Tropico 5 mi ha anche fornito una storia architettonica della mia partita, stuzzicando notevolmente il secchione che è in me.
In secondo luogo, le diverse epoche portano a decisioni strategiche drammaticamente differenti. Potrei inseguire il record architettonico della mia città, ma cosa succederebbe laddove si rivelasse più conveniente demolire gli edifici esistenti e costruirne di nuovi e più efficienti? Questa è solo una scelta, ma Dyankov mia ha spiegato che l'obiettivo è quello di avere "una crescita organica e continuità" in cui "una soluzione funzionerà solo per un tempo limitato". Mi ha spiegato in che modo sarebbe cambiata l'economia attraverso le varie epoche (industrie che, magari, hanno guadagnato denaro nell'epoca coloniale e che potrebbero essere sostituite dagli sviluppi industriali successivi) e l'importanza dell'uranio nel periodo della Guerra Fredda.
Uno dei maggiori problemi che ho avuto con Tropico 4 era che, una volta capito il metodo migliore per sfruttare ciò che doveva essere sfruttato sulla mia isola, lo mettevo subito in pratica, lasciando da parte gli altri problemi fino allo scadere del tempo. Questo approccio sarà un po' meno efficace in Tropico 5. Questo è dovuto in parte alle varie epoche, ma anche all'attenzione (filosofica) di fare della modalità sandbox la risorsa più importante del gioco. Ho affrontato gli scenari della campagna del titolo precedente ignorando la modalità sandbox quasi del tutto, dunque sarò curioso di vedere se l'introduzione delle epoche in Tropico 5 mi motiveranno anche solo a iniziare una nuova città casuale.
Ci sono anche un altro paio di aspetti del sistema che potrebbero aggiungere profondità strategica. Si può passare a un periodo di tempo diverso solo completando una missione importante. Nella mia demo, ad esempio, dovevo completare l'epoca coloniale dichiarando l'indipendenza. Il fulcro del gameplay era che, giocando nei panni del governatore coloniale di un'isola, bisognava compiere un mandato coloniale (via quest). Riuscire nell'impresa concede più tempo come governatore, ma per avere successo bisogna anche compiere azioni in grado di limitare le tendenze rivoluzionarie della popolazione. Sembra che Dyankov e la sua squadra abbiano progettato il gioco in modo da non farlo sembrare solamente storico e complesso, ma anche da rendere le scelte dei giocatori più interessanti e stratificate.
Questo non è l'unico settore in cui Tropico 5 sta cambiando rispetto alle sue precedenti incarnazioni. Anche se lo sviluppatore e l'editore erano orgogliosi di Tropico 4, hanno compreso e riconosciuto che la reputazione del quarto non fosse poi troppo diversa da quella del terzo capitolo, ovvero di Tropico 3. Dunque, hanno voluto che la quinta iterazione avesse molte cose differenti rispetto al passato. Le epoche sono parte di questo, ma non sono le uniche novità del gioco.
Infatti, uno dei grandi nuovi sviluppi è un sistema militare molto più robusto. Ogni volta che i pirati o le potenze straniere attaccano, avrete alcune scelte tattiche di base e potrete decidere su quali aree della vostra isola concentrare le difese e i contrattacchi. Tutto ciò è combinato con un sistema di esplorazione in cui si inviano truppe a perlustrare nuove parti dell'isola, magari lasciando sguarniti altri presidi. Gli sviluppatori hanno sottolineato che non avevano affatto intenzione di trasformare Tropico in un RTS in cui le tattiche di combattimento avrebbero dettato legge, ma hanno puntato ad aumentare il controllo del giocatore e la complessità delle battaglie.
Il che va di pari passo con l'altro grande cambiamento per la serie: Tropico 5 sarà il primo gioco della saga ad avere il multiplayer. Quattro giocatori su un'isola, con vari gradi di gameplay cooperativo o competitivo. Ad esempio, potete lasciare che un altro giocatore controlli assieme a voi la città, o potete iniziare subito con i bombardamenti. È interessante notare che questo si combina con il sistema dei vari periodi storici… in una maniera che non mi sarei aspettato. Quando all'inizio ho chiesto se le risorse che non sarebbero state utili nell'epoca attuale, magari, si sarebbero rivelate preziose in quelle successivi, mi è stato risposto che l'uranio, ad esempio, sarebbe stato visibile sin da subito, in modo da poter pianificare strategie in anticipo, sfidando altri giocatori prima che questo fosse effettivamente disponibile nel gioco.